Occupyrai, ciclone in viale Mazzini
Occupyrai, ciclone in viale Mazzini
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Occupyrai, ciclone in viale Mazzini

L'incontro tra Grillo e Gubitosi. L'editto contro Fazio. E la sintesi del vicepresidente Silvia Rea: «Ma non erano loro che chiedevano ai partiti di uscire dalla Rai?»

La spallata decisiva che, con la vittoria dei primi, ha messo fine al braccio di ferro tra i grillini che premevano  e la security Rai che resisteva, alla fine l’ha data Alessandro Di Battista, vicepresidente della commissione affari esteri alla Camera. «Nonostante deputati e senatori abbiano poteri ispettivi non volevano farci entrare in viale Mazzini» racconta a Panorama.it «abbiamo aspettato un quarto d’ora, poi li abbiamo convinti con un paio di spinte».  

I parlamentari grillini però, una volta dentro la Rai si sono dovuti accontentare  di girare di stanza in stanza a consegnare agli esterrefatti impiegati volantini con le cifre del deficit, degli appalti esterni e dello sbilanciato rapporto dirigenti/dipenti Rai.  Mentre nella stanza del direttore generale  Luigi Gubitosi sono stati ammessi soltanto Beppe Grillo e il presidente della commissione viglianza Rai Roberto Fico, ora contestato da mezzo mondo politico, da destra e da sinistra: «Non è accettabile che all’occupazione della sede di viale Mazzini partecipi il rappresentante di un ruolo istituzionale di garanzia sulla Rai», scrive Gennaro Migliore di Sel.

E’ stato un mezzogiorno di fuoco quello andato in scena stamattina in viale Mazzini, dove, circondato da parlamentari e militanti  Beppe Grillo aveva convocato la manifestazione «OccupyRai», scandendone minaccioso su Twitter le tappe di avvicinamento («sto arrivando alla Rai, la politica e le lobby fuori dalla tv pubblica» e «Montiamo a cavallo»). Casus belli: l’intervista del «maggiordomo» (così lo chiama Grillo) Fabio Fazio al premier Enrico Letta durante «Che tempo che fa» dove il primo non ha replicato alle dichiarazioni di Letta che sosteneva (falsamente, sostiene Grillo) di essere favorevole ad un ritorno al «Mattarellum». Ma nel mucchio dei grillini che da tempo chiedono le dimissioni dei vertici Rai sono finiti anche i giornalisti «camerieri dei politici, con Tg1, Tg2 e Tg3 che depistano informazioni»  e i direttori, a cominciare da quello del Tg1 Mario Orfeo che, attacca Grillo «deve andare via, è stato  messo lì da Casini e Caltagirone. La Rai è nostra, dei cittadini, ma ormai è un media agonizzante».

«Tutti al settimo piano», hanno gridato a un certo punto gli occupanti, in testa l’ex capogruppo Nicola Morra e l’ex capogruppo alla Camera Roberta Lombardi, ai quali si era  aggiunto pure, armato di telecamerina Diego Bianchi in arte Zoro, che a viale Mazzini per la conferenza stampa del suo «Gazebo», non si è lasciato sfuggire l’occasione. Imitato da Leonardo Metalli, l’unico grillino del Tg1, che ha ripreso tutta l’occupazione. Però non sono stati fatti passare: gli uscieri si sono inteneriti giusto davanti alla Lombardi incinta, offrendole una delle loro sedie.

Al cospetto di Gubitosi alla fine si sono seduti Grillo e Fico, al quale   il direttore generale ha chiesto di spegnere il registratore, trattandosi di un incontro privato. Niente da fare, il presidente della Vigilanza/occupante ha registrato tutto. Pure il no di Gubitosi all’invito grillino a dimettersi e le spiegazioni sul suo rifiuto a prendere provvedimenti contro Fazio per l'intervista a Letta: «Letta aveva il diritto di esprimere la sua opinione perché noi diamo diritto di tribuna a tutti». «E metterà la politica fuori della Rai?» lo ha incalzato la coppia  Grillo-Fico. «Dovrei mettere fuori anche voi allora», avrebbe risposto  Gubitosi. «Ma noi siamo un movimento», e via discutendo per 45 minuti circa. L'incontro, ha poi raccontato  Gubitosi all'Ansa, è andato avanti per 45minuti, (''poi doveva prendere un aereo...'') nei quali ''ci siamo confrontati sulla Rai di oggi, ma lui non è molto ottimista ed ha negato la prospettiva di un futuro da guardare con occhi positivi, nonostante io gli abbia spiegato che i conti sono migliorati e molto è stato fatto per crescere. Era molto negativo, forse pesa molto la sua esperienza passata con la Rai, ma non capiva che le cose sono cambiate'».

Alla fine dell'incontro  Grillo voleva occupare pure la sala A  per improvvisare una confereza stampa. Ma è stato accompagnato alla porta, e contro di lui ci si è messo pure il diluvio che l’ha costretto a un comizio sotto la pioggia. Poi tutti a casa, e via alle dichiarazioni. Tra le più arrabbiate quella dell’Usigrai: «Da Grillo modi e toni da squadrista. E, cosa ancora più grave, questa volta a fargli da spalla è il presidente della commissione di vigilanza, ovvero un rappresentante delle istituzioni. Rivediamo un film già visto, ma  le giornaliste e i giornalisti Rai non sono “camerieri di nessuno, e non saranno certo i toni di Grillo a intimidirci». Mentre Silvia Velo, vicepresidente pd alla Camera bollando come «sceneggiata» l'incursione Rai, ne sottolinea l'incoerenza: «Ma Grillo e Fico sono gli stessi che chiedono ai partiti di uscire dalla Rai? E poi la occupano?».

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