Obama lascia l'Italia e sei dossier aperti
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Obama lascia l'Italia e sei dossier aperti
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Obama lascia l'Italia e sei dossier aperti

La visita del Presidente Usa non ha sciolto alcuni nodi cruciali, anzi - Foto  - Obama ed il Papa, l'analisi  - La reazione dei romani

L'Air Force One ha lasciato l'Italia precisamente alle ore 11, puntuale, con Barack Obama ma lasciando sul terreno diversi dubbi. Se da un certo punto di vista (soprattutto di immagine) la visita del presidente Usa è stata un successo, da quello diplomatico e politico non ha risolto alcuni nodi che restano aperti e senza risposta.

- Difesa

Obama ha ribadito a Renzi che l'Europa non può spendere l'1% del pil per la difesa mentre gli Usa spendono il 3%. "La libertà costa" ha sentenziato l'inquilino della Casa Bianca; una tirata d'orecchie al nostro premier che invece proprio sulla riduzione delle spese per la difesa conta, eccome. Altro punto di frizione la riduzione (da 90 a 45) del numero di cacciabombardieri F35 ordinati dal nostro ministero della difesa. Scelta che rischia di mettere a rischio il programma di difesa aerea europea voluto dalla Nato e dagli Usa

- Chiesa

"E' stato un incontro emozionante". Obama ha commentato così la visita in Vaticano, non a caso il primo appuntamento ufficiale nell'agenda presidenziale. Papa Francesco però non ha fatto passi indietro sulle posizioni della Chiesa: niente sconti su aborto, contraccezione, libertà religiosa e le operazioni militari. Il pontefice ha insistito sulla necessità di sfruttare i negoziati per le soluzioni delle crisi nelle aree calde del mondo ed è rimasta la tensione sulla copertura prevista dalla nuova riforma sanitaria statunitense dei farmaci abortivi

- Nato

Siamo in piena "campagna elettorale" per la nomina del prossimo segretario generale della Nato. Al danese Rasmussen dovrebbe succedere una figura di un paese del sud Europa. Fino a pochi mesi fa la "vittoria" di Franco Frattini sembrava certa, ma ora le cose sono cambiate (sia sullo scacchiere interno, che internazionale). Non è un mistero infatti che la cancelliera tedesca, Angela Merkel, spinga per la candidatura di Jens Stoltenberg, norvegese, socialista, per liberare il suo posto alla presidenza della commissione europea ad un uomo del Ppe

- Abu Omar

Obama avrebbe chiesto la grazie per l'ex capo sezione della Cia a Milano, Robert Seldon Lady, condannato per il rapimento dell'ex imam della mosche di vale Jenner, Abu Omar. E non ha nascosto l'irritazione per la condanna del tribunale di Milano dei 23 agenti impegnati nell'operazione. Il Quirinale ha risposto con un no, spiegando quali siano i limiti di azione del presidente della Repubblica che tra l'altro ha graziato lo scorso anno il colonnello Joseph Romano III

- Marò

L'Italia, ammettendo in parte i propri limiti operativi, ha chiesto una mano al potente alleato per cercare di trovare una soluzione alla vicenda dei due fuciliari, Latorre e Girone, da più di due anni agli arresti in India. Soprattutto adesso con il processo sospeso ed il possibile approdo ad un arbitrato internazionale. Le perplessità della Casa Bianca sono soprattutto economiche. L'india infatti è uno dei principali partner degli Stati Uniti ed uno dei pochi mercati in espansione. Obama da questo punto di vista ha quindi preso tempo

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