Obama in Europa apre il dossier più caldo
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Obama in Europa apre il dossier più caldo
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Obama in Europa apre il dossier più caldo

Visita del presidente Usa in Olanda, Belgio e Italia. Tra crisi ucraina e accordo di libero scambio, per la diplomazia atlantica il momento è delicato

Il viaggio di Barack Obama in Europa non potrebbe arrivare in un momento più complesso nelle relazioni transatlantiche. Il presidente americano sarà in Olanda, in Belgio e in Italia, dove il 27 marzo incontrerà il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e papa Francesco.

Al centro delle preoccupazioni europee non può che esserci la situazione in Ucraina. Stati Uniti e Unione europea hanno lavorato insieme alla configurazione delle sanzioni contro la Russia dopo il referendum, con cui Mosca ha de facto annesso la Crimea. Nelle orecchie europee, tuttavia, risuona ancora quel "fuck the Eu" (l’Ue si fotta) pronunciato dal sottosegretario del dipartimento di stato Victoria Nuland al telefono con l’ambasciatore americano a Kiev. Una frase che la dice lunga su come Washington guarda l’alleanza con Bruxelles. La Casa Bianca ha inviato il vicepresidente Joe Biden in Polonia e Lituania, ma rimane da affrontare il nodo della dipendenza del Vecchio continente dal gas russo, che impedisce alla Ue di contrastare a muso duro Vladimir Putin, come Obama auspicherebbe.

A prescindere dalle turbolenze in Ucraina, le relazioni transatlantiche non sono un pezzo forte della politica estera di Obama. La sua amministrazione ha scommesso tutto sul grande riposizionamento strategico verso l’Asia, relegando il dossier europeo sullo scaffale dei problemi da risolvere. Il contrasto, diretto e indiretto, alle politiche di austerità tedesche e il contenimento della crisi dell’euro sono stati a lungo gli unici motivi d’interesse per gli storici alleati. L’iniziativa più dirompente è stata l’avvio dei negoziati sul Transatlantic trade and investment partnership (Ttip), il trattato di libero scambio fra Usa e Ue. Qualcuno, come l’economista Paul Krugman, dice che si tratta di una manovra poco più che simbolica, visto i già bassissimi dazi tra le due economie. Ma le difficoltà non hanno tardato a manifestarsi: il Congresso ha bocciato la procedura che avrebbe permesso al presidente di avanzare spedito nelle trattative, che languono. Il collante delle relazioni Usa-Europa rimane però uno solo: contenere la Russia.

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