La strage di Newtown, un anno dopo
La strage di Newtown, un anno dopo
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La strage di Newtown, un anno dopo

Avrebbe dovuto cambiare la cultura degli americani nei confronti delle armi. Non l'ha fatto, ma qualche cosa inizia a muoversi

L'America si guarda allo specchio 12 mesi dopo il massacro della Sandy Hook School e scopre che ben poche cose sono cambiate. Quella strage aveva smosso le coscienze e dato vita a un dibattito nazionale sulle armi da fuoco. Barack Obama aveva firmato dei provvedimenti restrittivi, ma il Congresso poi non ha fatto nulla per portarli avanti. Sono finiti in un cassetto, dimenticati. La lobby della armi - la National Rifle Association - è riuscita a bloccarne l'approvazione, contando sui parlamentari democratici e repubblicani suoi simpatizzanti. Può essere tolta la libertà a un cittadino americano di possedere un'arma?

Le armi da fuoco hanno continuato a fare vittime. La rivista Slate ha ospitato il conteggio dei morti fatto da un blogger: stragi, singoli omicidi, incidenti. In dieci mesi, sono stati più di 10.000. Una cifra che potremmo registrare in una cruenta guerra. E come in un conflitto bellico, anche qui, i morti sono di tutte le età, compresi vecchi e bambini. GUARDA LA MAPPA INTERATTIVA DI SLATE

I bambini vittime delle armi da fuoco

Il massacro di Newtown aveva posto soprattutto l'accento sulla sicurezza dei bambini. Nelle scuole e nelle case private. La National Rifle Association aveva proposto di istituire dei corsi per l'autodifesa con armi da fuoco agli insegnanti. Qualche stato, soprattutto del sud, ha accolto l'invito. Più che un deterrente, più che la solita operazione lobbystica, a molti è apparsa una provocazione. Come si fa a risolvere il problema della diffusione delle armi negli Usa - milioni e milioni -  mettendone altre in giro?  Nell'ultimo anno, pistole e fucili hanno ucciso decine di altri bambini. Coinvolti in sparatorie, morti per il colpo partito per caso dall'arma di papà. Un conteggio dice che sono quasi 200, come ci mostra questo video di Mother Jones

 

L'America si è divisa sulle armi

Tutto sembra uguale a un anno fa, quasi che il massacro non ci sia mai stato. E, invece, qualche cosa si è mosso. Newtown ha dato il via a una sorta di guerra tra chi vuole un controllo delle armi e chi, invece, non lo vuole. Mentre a Washington tutto rimaneva fermo, nei singoli stati, i parlamenti locali varanano leggi in alcuni casi più restrittive, in altre, invece, più libertarie sul possesso e il trasporto di armi da fuoco. Ora, più della metà degli americani hanno delle leggi più dure sulle armi.

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Nell'ultimo anno sono state approvate 41 leggi restrittive in 21 stati e nel Distretto di Columbia. Nel complesso rendono più difficile acquistare, trasportare o portare in un luogo pubblico le armi da fuoco. Variano dal bando della vendita di fucili d'assalto nei grandi magazzini alla possibilità per la autorità di polizia di dare il permesso per l'acquisto. In altri 15 stati sono state approvate altrettante leggi per impedire la vendita delle armi da fuoco a persone che soffrono di disagio mentale e che per questo sono in cura. Il giro di vite più stretto è arrivato in Colorado, Maryland, New York e Connecticut

La cartina del Law Center to Prevent Gun Violence ci spiega dove sono state presi i provvedimenti più restrittivi per la vendita delle armi

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La risposta della lobby pro armi si è fatta sentire in altri stati. Negli ultimi 12 mesi, 75 leggi sono state approvate in 29 stati per rendere più facile l'acquisto di armi e il porterle portare con se in un luogo poubblico, come scuole, chiese, ristostanti, locali notturni. Questi provvedimenti riguardano 185 milioni di americani,

La cartina del Law Center to Prevent Gun Violence mostra quali sono gli stati dove è ora più facile andare in giro armati

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L'America si è divisa ancora una volta.  Chi è contro le armi, vede come positivo il fatto che qualche cosa si sia mosso per avere maggiore sicurezza, come dimostrano le leggi approvate in alcuni stati. Dall'altra, invece, il riflesso istintivo è stato quello di ampliare quel diritto alla difesa personale (con il possesso delle armi) che è nel Dna degli Stati Uniti e che è visto come unica possibilità di dare una risposta alla domanda: cosa faccio se qualcuno mi aggredisce?

I genitori dei bambini morti a Newtown hanno fatto diversi appelli per arrivare a una legge federale che imponga in tutti gli Stati Uniti un maggiore controllo delle armi. Forse solo questo potrà dare un poco di senso al loro dolore.

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