Bill il Rosso conquista New York
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Bill il Rosso conquista New York

Bill De Blasio è il nuovo sindaco di New York. I democratici tornano alla guida della Grande Mela dopo 20 anni.

La valanga De Blasio si abbatte su New York. Le previsioni e i sondaggi della vigilia lo davano vincitore. Così è stato. L'ex supporter dei sandinisti ha battuto Jopesh J. Lhota, il repubblicano, con un forte scarto: il 73% dei voti contro il 24% del rivale. In realtà, in termini di voti assoluti, solo un milione di newyorchesi si è recato alle urne sui quattro milioni di potenziali elettori, ma è la tendenza che si è consolidata da alcuni anni. 

Per l'ormai ex difensore civico e prossimo 109°sindaco di New York è stato un plebiscito. Nel suo quartier generale di Brooklyn i fan si sono scatenati. Lui ha tenuto un breve discorso in inglese, spagnolo e italiano. Un ritratto vocale della storia personale di Bill De Blasio, un omaggio alla città più multietnica degli Stati Uniti, un ringraziamento al suo elettorato (secondo gli exit poll, il 96% degli afro americani e l'82% degli ispanici lo ha sostenuto) . "New York non deve lasciare nessuno indietro. Grazie di tutto quello che avete fatto, ma il nostro lavoro inizia ora e non abbiamo nessuna illusione sulle sfide che dovremo affrontare'' - ha detto De Blasio con accanto la moglie, militante afroamericana, ex lesbica (come lei stessa ha dichiarato) e i due figli, giovani e simbolo di quell'America "obamiana" che nella Grande Mela ha sempre storicamente trovato un punto di arrivo e di ripartenza.

Il populista rosso

''E' una persona straordinaria. Fino ad oggi abbiamo vissuto in due New York diverse. Ora non sara' piu' cosi'' - ha urlato alle telecamere una delle fan che ha partecipato alla vittoria del nuovo sindaco. Figlio di una cultura progressista radicale, votato al populismo di sinistra, Bill De Blasio ha attratto gli elettori sulla base delle sue promesse di ridurre il divario tra la New York agiata e benestante e quella povera. Il suo programma è un misto di New Deal e di Nuovo Patto Sociale. Vuole costruire 200.000 nuovi alloggi nei quartieri più popolari e vuole farlo alzando le tasse ai più ricchi; vuole ampliare il welfare attraverso la nascita di nuovi asili nido e dando un sostegno alal scuola pubblica; vuole alzare la paga oraria a 11.75 dollari in confronto all'attuale minimo di 7.25 dollari.

Nella città dei 400.000 milionari, ma anche dei 50.000 senza tetto (non clochard, ma persone occupate il cui reddito non permette il pagamento di un affitto); nella metropoli delle contraddizioni, ma anche delle percentuali più alta di etnie (33% bianchi, 29% ispanici, 23% afroamericani, 13% asiatici), Bill il Rosso ha avuto vita facile nel conquistare un elettorato che dopo i venti anni di Rudolph Giuliani (prima) e Michael Bloomberg (dopo) ha voluto voltare pagina. In due decennio, i due sindaci repubblicani (anche se Bloomberg ha fatto il terzo mandato da indipendente) hanno sconfitto il crimine (Tolleranza Zero non era solo uno slogan) e hanno rivitalizzato la città, facendole superare difficilissime prove come l'11 settembre. Superato (perché risolto) il tema della sicurezza, avviata con successo la ripresa della città (sono centinaia e centinaia i nuovi edifici sorti in questo ventennio), i newyorchesi - almeno queli che hanno votato - hanno voluto premiare un uomo che si è presentato come colui che garantirà un posto a tutti nella città proiettata nel futuro. Se poi questo effettivamente avverrà, lo diranno i prossimi anni. Per ora siamo alle promesse.

I democratici vincono anche in Virginia, ma a fatica

Terry McAuliffe si è aggiudicato la poltrona di governatore della Virginia, battendo il repubblicano Ken Cuccinelli. Una vittoria sul filo di lana. Il distacco tra i due è stato molto inferiore alle previsioni, solo un punto: 47.5% rispetto al 46& dell'italoamericano (anche in questo caso), repubblicano, vicino alle posizioni del Tea Party. Per i democratici, l'affermazione in Virginia è un buon segnale. Si tratta infatti di uno "swing state" che Barack Obama era riuscito a conquistare nelle elezioni presidenziali dopo anni di dominio del Grand Old Party. Vincere anche nella corsa per il governatore conferma quel risultato, importante soprattutto in vista delle prossime elezioni per la Casa Bianca nel 2016. Ma, allo stesso tempo, la prestazione di Ken Cuccinelli ha fatto capire che per i repubblicani, anche quelli con posizioni radicali, la partita non è chiusa. C'è la possibilità di recuperare terreno, nonostante il non buon stato di salute del partito.

Chris Christie vince in New Jersey e guarda alla Casa Bianca per il 2016

Un repubblicano che invece è in buona salute è Chris Christie. La sua conferma alla guida del New Jersey gli spiana la strada per le primarie del suo partito del 2016. Moderato, buon amministratore (ha superato con bravura la difficile prova dell'uragano Sandy), apprezzato dagli elettori indipendenti, Christie potrebbe essere la sorpresa tra tre anni. Lo conferma anche la composizione dell'elettorato che l'ha mantenere sulla poltrona di governatore della stato. Ha quasi bissato il suo rivale, la democratica Barbara Buono, con il 60% delle preferenze e, secondo i primi exit poll, Christie ha conquistato il 61% dei voti maschili e del 55% di quelli delle donne, si e' rafforzato fra gli ispanici, conquistando il 48% dei voti a fronte del 32% del 2009, e fra gli afroamericani, salendo al 20% dal 9% precedente. Percentuali molto significative. 

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