Il caso Napolitano-Monti favorisce Renzi e Prodi
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Il caso Napolitano-Monti favorisce Renzi e Prodi
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Il caso Napolitano-Monti favorisce Renzi e Prodi

Dietro lo scoop di Alan Friedman le grandi manovre per sostituire il ticket Napolitano-Letta con il Professore e il segretario Pd

Insorge, ed ha sacrosante ragioni, Forza Italia alle rivelazioni di un presunto lavorio del Capo dello Stato per sostituire Silvio Berlusconi con Mario Monti, già dall’estate 2011, a governo del Cav ancora vivo.

Ma la domanda che aleggia sulle anticipazioni, pubblicate da «Il Corriere della sera» dell’ultimo libro di Alan Friedman, è perché proprio dal «Corriere» e da un autore di Rcs, venga lo scoop. Non certo solo per interesse editoriale a far vendere il libro, non lo penserebbe neppure un bambino.

Se usiamo una vecchia massima di Bettino Craxi che diceva: «Guarda come si muove il Corriere e capirai dove si va a parare nella politica», il sospetto che dietro tutto ciò ci sia un asse per logorare il duo Enrico Letta e Giorgio Napolitano e fare da apripista a un nuovo ticket Romano Prodi (Colle) e Matteo Renzi (Palazzo Chigi) viene. A pensar male si farà peccato ma spesso ci si azzecca, come diceva Giulio Andreotti.

Quella triangolazione, secondo quanto dicono a Friedman gli stessi interessati, Monti-Napolitano-Carlo De Benedetti nell’estate che arroventò sempre più lo spread, fatta uscire solo ora suona come una bomba posta sotto un governo sempre più traballante. Suona come una volontà da parte dei cosiddetti poteri forti di sostituire il cavallo, anzi i cavalli.

Del resto già Panorama, nell’ultimo numero in edicola, nella rubrica di Kaiser Soze, aveva anticipato la possibilità di un Prodi  al Colle con un Renzi a Palazzo Chigi, che avrebbe lavato l’onta di essere diventato premier senza voto con l’elezione di Prodi, vendicandosi così della  carica dei 101 (140 secondo il pallottoliere del Professore) che gli sbarrarono la strada al Quirinale.

Il governo è messo male, Renzi smentisce di voler fare la staffetta. Ma intanto è salito al Colle prima di Enrico Letta. Un blitz evidentemente per smarcarsi dalla tenaglia Letta-Napolitano. Probabilmente la staffetta non ci sarà. Ma intanto il Professore sembra già scaldare i muscoli per il Quirinale. Lui smentisce. Ma  è tornato su piazza con interviste e dichiarazioni a raffica. Napolitano ha smentito duramente la ricostruzione di Friedman e dei suoi interlocutori.

In quei giorni del novembre 2011, quando Monti diventò prima senatore a vita e poi premier, solo la Lega Nord accusò brutalmente: «Berlusconi ha dovuto lasciare il posto a Monti perché lo hanno ricattato sulle aziende». Si dirà, le solite durezze leghiste. Ma dopo un po’ di tempo il «Wall street Journal», il giornale della City newyorchese, scrisse che sarebbe stata Angela Merkel a chiedere a Napolitano di sostituire Berlusconi con Monti. Breve e secca smentita smentita del Colle. E tutto finì lì. Ma la vicenda andrà chiarita, come chiede a viva voce tutto il gotha forzista.

Solo che ora si apre un nuovo mistero nella politica italiana. Con al centro una domanda:  i poteri forti, l’éstabliscment stanno lanciando un nuovo duo: Renzi e Prodi? Con il solito obiettivo naturalmente di far fuori, visto che ci hanno provato in tutti i modi e non ci sono riusciti, Berlusconi che i sondaggi ridanno vincente?

A Renzi il compito di tener fede agli impegni sulle riforme. A Napolitano il compito di chiarire anche  con i fatti e anche nel suo interesse, come gli dice il deputato azzurro Raffaele Fitto, le vicende dell’estate 2011. Ma questo lo potrà fare più che non le note di smentita, con gli atti, favorendo il processo di riforme sulla base del patto tra Renzi e Berlusconi. E sciogliendo le Camere appena raggiunti i risultati che il leader del Pd e il presidente di Forza Italia hanno messo in agenda. Sennò, meglio votare subito. 

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