Napolitano-Monti, e l'imboscata a Berlusconi
ANSA/ MASSIMO PERCOSSI
Napolitano-Monti, e l'imboscata a Berlusconi
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Napolitano-Monti, e l'imboscata a Berlusconi

La notizia del contatto tra i due 6 mesi prima delle dimissioni di Berlusconi lascia spazio a molte domande e ad una riscrittura della storia - La nota di Napolitano

E se la storia d’Italia andasse riscritta? 

Se quelli che sono apparsi finora come “i cattivi” si rivelassero invece “buoni” (e “cattivi” quelli che sono ed erano, nella vulgata mediatica e di palazzo, “i buoni”)?

La verità alla fine qual è, al di là del pirandelliano “così è se vi pare”?

Silvio Berlusconi è stato o no vittima di un complotto/accerchiamento politico, giudiziario, mediatico, economico, internazionale nell’estate del 2011?

Ci sono state manovre non proprio confessabili consumate in dialoghi sotterranei, in un lavorio alle spalle del governo legittimamente scelto dagli italiani per far fuori il presidente del Consiglio italiano?

Un complotto/intrigo nazionale e internazionale che avrebbe avuto per protagonisti Monti, De Benedetti, Prodi, Passera e, naturalmente, Giorgio Napolitano il capo dello Stato vogliosi di un cambio di regia a Palazzo Chigi?

C’è stato un raggiro degli italiani, ai quali la caduta del governo di centrodestra nel novembre 2011 è stata raccontata come una necessità inesorabile per via dei mercati che avrebbero ucciso il paese se il Cavaliere non avesse fatto un passo indietro?

L’impennata dello spread è stato la causa o l’effetto del ciclone politico sul Cavaliere?

È stato il frutto del disastro economico tutto italiano o della vendita improvvisa e contemporanea dei nostri titoli di Stato per ordine della Germania?

E che cosa nascondeva il sorrisino di sufficienza scambiato al vertice europeo di Nizza tra la Merkel e Sarkozy?

Dietro le accuse di non rappresentare con dignità l’Italia, di scarsa credibilità, c’è stata un’operazione di sistematico smontaggio della figura e dell’immagine di Berlusconi che, al contrario, grazie alla sua leadership personale e in difesa di quello che onestamente riteneva fosse l’interesse nazionale continuava a opporsi con tutte le forze al catenaccio Parigi-Berlino contro Roma? 

Se mettiamo in fila i tasselli, il quadro che emerge è drammatico, per le istituzioni. Al confronto con quanto sta emergendo, le feste burlesque del premier a casa sua sarebbero il niente del niente del niente. Niente rispetto agli incontri tra Carlo De Benedetti e Mario Monti, auspice il Quirinale, in vista di un cambio di governo. 

Al di là della riscrittura della storia, le conseguenze politiche dell’affaire non sono da poco. Ecco che dalle reazioni, tante, a valanga, durissime, da una parte e dall’altra, viene fuori anche un altro elemento. Dopo la luna di miele Berlusconi-Renzi sulle riforme, ecco una vera spaccatura. Renziani e non renziani del Pd accusano Forza Italia di “fare un film” del Napolitano gran burattinaio della caduta di Berlusconi. E Forza Italia si ritrova quasi controvoglia dalla stessa parte del Movimento 5 Stelle nel chiedere quanto meno di chiarimenti al capo dello Stato, per motivi diversi da quelli per i quali Grillo invoca l’impeachment del Presidente, ma non meno seri. Anzi. Se poi aggiungiamo la tenaglia della magistratura e l’accelerazione con cui si è arrivati alla decadenza di Berlusconi da senatore, il racconto si tinge di “sangue” politico. E il titolo del film a questo punto, dovrebbe essere: “La mattanza”.   

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