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Sid Vicious, quarant'anni senza l'icona-martire del punk

Era il 2 febbraio del 1979: un'overdose di eroina uccide il bassista dei Sex Pistols. Aveva 21 ed era il simbolo di una generazione

La mattina del 2 febbraio 1979 Sid Vicious viene trovato morto a New York. Causa del decesso: overdose da eroina. Anni: 21. Professione: musicista. Sono passati quarant’anni. Per molti è solo una parte di vita, per alcuni è una vita intera, per altri, meno fortunati, è il doppio di una vita vissuta. Come è stato per Sid. Il suo vero nome era John Simon Ritchie, poi John Beverley, dal cognome del secondo marito della madre. Ma probabilmente sono in pochi a ricordarselo. Per tutti era Sid Vicious. Bassista dei Sex Pistols, icona e martire del punk. Sid era il Punk.

Negli anni 70 tutto stava cambiando in Inghilterra, e non solo nella musica, ma soprattutto nel panorama politico. La crisi economica, le manifestazioni, gli scontri, gli scioperi tra cui il più noto del 1974 dei minatori. I teenager non trovavano più sollievo nel rock, sempre più permeato da un’aurea di intellettualismo, cercavano nuove strade per manifestare la propria rabbia e frustrazione.

Punk revolution

Il Punk rispose a questa esigenza. Il punk era “ignorante”, non serviva essere dei virtuosi per suonarlo, bastava avere grinta e rabbia. Nel 1976 per la prima volta si esibirono i Sex Pistols, un quartetto inglese di giovanissimi manovrati dalle abili mani di Malcolm McLaren, un manager lungimirante che cavalcò l’onda della protesta sociale e diede vita a una delle band più rivoluzionarie dell’intero panorama musicale. I Pistols suonavano malissimo, John Lydon, divenuto poi Johnny Rotten, era stonato e sguaiato. Ma la loro carica era talmente esplosiva che incendiò l’Inghilterra intera sulle note di “Anarchy in the U.K”

Vicious, il nichilista

Sid Vicious era un loro fan, seguiva le loro performance, ed era amico di Johnny Rotten, che, a seguito dell’uscita dalla band di Glen Matlock, pensò a Sid per ricoprire quel ruolo. Sid non sapeva suonare il basso, ma aveva l’attitudine e il look giusto. Sid credeva nel punk tanto da restarne intrappolato nella sua rete. Sid era vittima del suo stesso personaggio. Il suo personaggio ebbe la meglio sulla sua personalità. Il successo lo travolse, il suo disperato nichilismo lo uccise. Complice l’eroina, rito iniziatico della fidanzata americana Nancy Spungen. Le loro vicende sono narrate in un film del 1986, Sid & Nancy, regia di Alex Cox, dove recita un cameo Courtney Love, leader delle Hole e moglie del compianto Kurt Cobain, altro martire, di un altro movimento, di un’altra storia.

La leggendaria cover di Frank Sinatra

Sid ha lasciato questo mondo troppo presto, non ha raggiunto nemmeno i 27 anni, la maledizione del rock. Sid in soli tre anni ha lasciato un’impronta nella storia della musica grande come quella di un dinosauro. Perché la forza della sua rivoluzione ha ancora oggi qualcosa da insegnare. E lo vogliamo ricordare così, come nelle immagini finali del video di My Way, cover snaturata del celebre pezzo di Frank Sinatra, dove canta e alla fine della canzone impugna una pistola e spara sul pubblico. Non ascoltare le voci dei giovani porta alla distruzione. Il punk è stato molto, anche questo.

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