Sanremo 2014 una settimana dopo: chi ha vinto e chi ha perso (davvero...)
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Sanremo 2014 una settimana dopo: chi ha vinto e chi ha perso (davvero...)
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Sanremo 2014 una settimana dopo: chi ha vinto e chi ha perso (davvero...)

Meno male che c'erano Rapahel Gualazzi con Bloody Beetroots e Renzo Rubino...

Doveva vincere Renga. Era questo la voce che girava nei corridoi dell'Ariston e nei vicoli di Sanremo. Come sappiamo non è andata così, ha vinto Arisa in un'edizione che non passerà alla storia per la qualità dei brani.

Ma andiamo con ordine: quel che esce veramente a pezzi da questa edizione è il concetto di singolo all'italiana: note facili, due vocalizzi nei punti giusti, ritornello melenso e gran finale. E a poco servono le contaminazioni: non è una chitarra country o una spruzzatina di hip hop a fare la differenza. 

Roba che ormai non vende nemmeno più tanti dischi. Ammesso e non concesso che la classifica sia ancora un indicatore reale: le copie vendute sono poche migliaia e la fruizione dei pezzi ormai passa da mille altri canali che vanno da Youtube alle piattaforme streaming come Spotify. E poi non è detto che i numeri siano sinonimo di qualità. Come dimostrano gli album delle voci da talent show, che un po' di rumore in classifica di solito lo fanno.

Di questa edizione si salva una manciata di brani. Ben vengano il secondo e terzo posto di Raphael Gualazzi con Bloody Beetroots (che, come Gualazzi, ha una reale dimensione internazionale) e di Renzo Rubino: la speranza che forse c'è luce in fondo al tunnel.

Belle le canzoni, ma soprattutto diverso il modo di fare spettacolo, di stare in scena. Un passo avanti rispetto alla stantia replica del cantante emozionato che si pianta davanti al microfono e lì resta per tutti e tre i minuti della sua esibizione. Ecco, questo è il passato remoto sempre uguale a se stesso. Il rito senza sostanza. E le nuove proposte? per fortuna c'erano Zibba e De Niro. 

Ci ricorderemo anche di De Andrè. Cristiano era fermo sul palco, ma nell'interpretazione della sua Il cielo è vuoto ci ha messo la grinta passione, emozione. Era vivo. Ci ricorderemo anche di Stromae, performer eccellente, ma anche della elegante raffinatezza di Rufus Wainwright e di Damien Rice. E il resto? Passerà in radio per qualche settimana, verrà canticchiato in doccia o in coda in tangenziale per poi scomparire lentamente. Inesorabilmente. 

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