Musica

Robert Plant, "Carry Fire": il suono di una voce che incanta (ancora...)

Undicesimo album solista per l'ex Zeppelin, un genio che regala buone vibrazioni da più di cinquant'anni

"Nella mia vita ho riempito di timbri un numero impressionante di passaporti. Ho viaggiato, vissuto mille avventure e osservato da vicino migliaia di scenari diversi nel mondo. Tutto questo, ovviamente, non può che confluire nella musica" racconta Robert Plant, che non è solo l'ex vocalist della più leggendaria rock band di sempre.

Quello con gli Zeppelin è solo una parte del suo percorso di artista curioso e appassionato. Il confine musicale della sua band precedente, Plant lo ha superato brillantemente negli undici album solisti che ha pubblicato finora.

L'ultimo è Carry Fire, ennesimo intrigante capitolo della storia un artista che sa parlare tutti i linguaggi della musica. E che con la voce ha ancora il potere di suscitare emozioni profonde.

Dal folk psichedelico di The May Queen, il brano che apre l'album, al blues desertico di Carry Fire, al potente rock and roll di New World. A tenere insieme il collage di suoni ed influenze musicali una band di altissimo livello, nota come The Sensational Space Shifters. Musicisti talentuosi e poliedrici al servizio di una voce che con il passare degli anni diventa sempre più intensa ed evocativa. 

Geniale il remake di Bluebirds Over The Mountain di Ersel Hickey (1957), qui riproposto con un arrangiamento che il ha sapore del trip hop in duetto con Chrissie Hynde dei Pretenders. 

In defintiva, un altro gran disco di Robert Plant, un viaggio affascinante e misterioso nelle pieghe dell'American roots music, del trip hop, del folk inglese e dei disegni ritmici dell'Africa. Con un occhio sempre rivolto alle antiche vibrazioni del rock and roll. 

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