Michael Jackson: nessuno vuole comprare Neverland
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Michael Jackson: nessuno vuole comprare Neverland
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Michael Jackson: nessuno vuole comprare Neverland

Il ranch del Re del Pop è ora acquistabile per "soli" 67 milioni di dollari

Il ranch aveva 22 strutture e un terreno di quasi 1.300 ettari

Michael Jackson, suo malgrado, è sempre al centro delle cronache. Neverland, il ranch nella contea di Santa Barbara dove ha abitato per anni il Re del Pop, a quasi due anni dalla messa in vendita non ha ancora trovato un acquirente. Il prezzo di vendita dell’immobile è così calato da 100 milioni di dollari a "soli" 67 milioni di dollari. 

Chissà che non abbia influito negativamente nella mancata vendita la campagna di denigrazione e di sospetti pervicacemente portata avanti dai media dagli anni Novanta in poi, con accuse che si sono rivelate del tutto infondate nei processi in cui è stato coinvolto l'artista di Gary.

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Vediamo insieme le 5 cose da sapere su Neverland, che per Michael Jackson è stato molto più di una semplice casa. [Cliccare su Avanti o sulle frecce laterali]

1) Dove si trova

Il Neverland Valley Ranch si trova nella contea di Santa Barbara, in California, a circa 150 miglia da Los Angeles ed è stato costruito nel 1988. Dopo averlo acquistato nel 1987 per 19,5 milioni di dollari, Jackson ribattezzò il ranch con il nome di Neverland in riferimento all'Isola che non c'è, il luogo immaginario che ospita le avventure di Peter Pan, uno dei personaggi di fantasia a cui l’artista era maggiormente legato.

2) Quando Jackson ha vissuto nel ranch

Jackson ha abitato a Neverland dal 1988 al 2005, fino alla conclusione del processo a suo carico. Quando la polizia fece irruzione nella casa il 18 novembre del 2003 per condurvi una vasta perquisizione nell'ambito delle indagini innescate dalle accuse di abusi sessuali da parte di Gavin Arvizo(rivelatesi poi infondate), quell'atto fu percepito dall'artista come una vera e propria violenza psicologica, che lo convinse a traslocare dal luogo che amava così tanto.

3) Cosa si trovava

La proprietà era composta da 22 strutture e da un terreno di quasi 1.300 ettari contenente una villa con 6 stanze da letto e 30 posti letto medici in cui i bambini con gravi patologie potevano ricevere cure e vedere film sul maxischermo, uno zoo, un parco giochi, una stazione ferroviaria, una piscina, un campo da tennis e uno da basket, una sala cinematografica da 50 posti e due laghi artificiali. La maggior parte di queste strutture sono state demolite e la proprietà è tornata al suo antico nome di Sycamore Valley Ranch.

4) No alla casa-museo

Neverland non diventerà , quindi, una casa-museo come  Graceland per Elvis Presley, ha specificato la società di investimenti Colony Capital Real Estate, intenzionata a ricavare il maggior guadagno possibile dall’immobile. Un vero peccato, perché priva l’America del luogo-simbolo dell’epopea di uno dei più grandi artisti del Novecento, che ha portato il pop, la danza e i concerti a livelli di spettacolarità mai visti prima del suo debutto.

5) Cosa accadeva a Neverland

“Il prezzo che ho pagato al successo è la mia infanzia –ha sottolineato Michael Jackson- non ho potuto fare quello che si fa da bambini. Non ho giocato, non ho avuto amici, solo gli impegni musicali e i miei fratelli. Molti oggi mi domandano perché mi circondo di bambini: è per l’infanzia che non ho avuto, adesso la trovo nei bambini, a Disneyland, nei cartoni animati e nei videogame”. Una dichiarazione che spiega perfettamente il limpido rapporto che Jackson aveva instaurato con i suoi giovani fan. Neverland non era la sordida cornice dove avevano luogo i suoi incontri proibiti, come molti media hanno cercato di far credere, ma un posto che accoglieva per un breve periodo bambini gravemente ammalati e le loro famiglie, regalando loro attimi di gioia e divertimento. Inoltre Neverland era sempre pieno di persone, quindi non si capisce davvero come  il cantante possa aver commesso degli abusi con decine di occhi costantemente puntati su di lui. In ogni caso, il 13 giugno del 2005, quando la giuria ha emesso un verdetto unanime di "non colpevolezza" per tutti i quattordici capi d'accusa, è stata messa la parola fine a tutte queste insinuazioni.

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