Lady Gaga: la recensione di Artpop, il nuovo album
Lady Gaga: la recensione di Artpop, il nuovo album
Musica

Lady Gaga: la recensione di Artpop, il nuovo album

Esce il 12 novembre l'attesissimo disco della Pop Queen

Ha un'attitudine onnivora Lady Gaga, questo si sa da tempo. Il suo modo di cavalcare la fama è tenere tutto insieme: la musica, le battaglie civili, la trasgressione, il gusto per l'arte (la copertina è di Jeff Koons) la disperazione e il consumismo. In questo senso Artpop è un album-caleidoscopio. Se la musica oscilla tra electro pop, dance, tecno, rock, e R&B, i testi spaziano da Dio alla droga, dal sesso alla fama, alla moda, alla solitudine, al femminismo. 

Il primo brano è Aura, introdotto da una chitarra mariachi, prima di esplodere in un vortice ritmico pulsante. A un certo punto arriva il ritornello, una certezza: Gaga non ha perso di vista l'arte del pop, che prima di ogni altra cosa è arrivare subito a un'audience. 

Abbondano in Artpop quelle che potremmo definire sex songs, in cui Gaga esplicita la sua passione per la "sexy side of life": G.U.Y. sta per Girl under you (intrigante la linea melodica, una delle migliori del disco), Sexx Dreams non ha bisogni di spiegazioni, mentre Manicure è una "sottile" allusione alle mani che si muovono su un corpo

Dope, come suggerisce il titolo, parla di stati mentali alterati, ma in realtà è un'ode ai fan, che, canta Gaga, sono meglio di qualsiasi sostanza dopante. Intensa e ispirata l'interpretazione piano e voce. Il suono è così nitido e presente da far sembrare che Gaga e il suo pianoforte siano nella stanza dove risuona l'album. 

Che Gaga abbia un feeling con la moda è risaputo, peccato che questa inclinazione si concretizzi in due brani prescindibili: Donatella (nel testo si parla di ragazze skinny, vomito, pasti a base di insalata e altre meraviglie del repertorio di genere...) e Fashion! che si riprende un po' quando un riff di chitarra cita le contaminazioni disco-rock dei Daft Punk. Sul versante black music funziona discretamente la collaborazione con R. Kelly in Do What U Want.

Infinitamente meglio la fotografia della solitudine di una star in Gypsy, che parte come una ballad prima di prendere quota e ritmo. "Non voglio restare da sola per sempre, ma io amo la vita da zingara" dice Gaga, ricordando al mondo e ai suoi fan, i Little Monsters, che per essere la regina del pop c'è un prezzo da pagare. Alto. 

Artpop dice che Gaga è ancora una popstar più che credibile, forse la migliore in circolazione. Ma nel disco non ci sono soltanto luci. Quando si presenta piano e voce, Gaga diventa artista nel senso compiuto del termine. Viceversa, in versione dancefloor non scatta la stessa magia. Riascoltando Gypsy o Dope, appare chiaro quale direzione dovrebbe prendere la sua carriera. Da Artpop in poi, naturalmente...

- Per celebrare questa uscita, Universal Music Italia, insieme alla community ufficiale italiana di Lady Gaga, ha voluto organizzare 2 eventi esclusivi dedicati ai Little Monsters italiani. 

Lunedì 11 Novembre (con un giorno di anticipo sull’uscita ufficiale) a partire dalle ore 17.30 sarà possibile acquistare ARTPOP nel negozio Mondadori Multicenter di Milano (Corso Vittorio Emanuele, Galleria del Corso, 2) e Discoteca Laziale di Roma (Via Giolitti, 263).

I fan che si presenteranno con il look più stravagante ispirato a Gaga potranno portarsi a casa la preziosa tiratura limitata delle 4 copertine d’autore di Lady Gaga su V Magazine. Ma non è finita Qui tutti i dettagli relativi all’iniziativa

 

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