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Paolo De Francesco per Moltimedia
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Il Volo: «Cantiamo Morricone, ma non chiamateci il buono, il brutto e il cattivo»

Il gruppo musicale Il Volo racconta a Panorama com’è nato il disco in cui danno voce alle liriche del maestro delle colonne sonore. E svelano: «Abbiamo un brano inedito di Ennio che ci è stato regalato dal figlio, si intitola I colori dell’amore».

Ennio Morricone ha rotto tutti gli schemi e le barriere della musica. Il suo repertorio è un genere a sé, fatto di note e melodie indimenticabili che catturano le emozioni legate alle immagini dei film. Non a caso Quentin Tarantino lo ha paragonato a Mozart e a Beethoven... Per noi incidere un album come Il Volo sings Morricone, con il pieno supporto della sua famiglia, è un salto di qualità che ci avvicina verso un sound universale. Il figlio, Andrea, ci ha anche regalato un brano inedito, I colori dell’amore». Così racconta Gianluca Ginoble, a pochi giorni dall’uscita del disco dedicato al repertorio del maestro delle colonne sonore. Ma non solo… «Non tutti sanno che Se telefonando, un gioiello della canzone pop italiana (interpretato anche da Mina, ndr), è nato grazie al passaggio di un’ambulanza mentre il maestro era in coda davanti a un ufficio postale. La “melodia” delle sirene lo ha ispirato ed è diventata il tema portante della canzone. Un colpo di genio» spiega Piero Barone. «Abbiamo collaborato con lui nel 2011 per un grande concerto in piazza del Popolo a Roma, e in quell’occasione abbiamo capito quale fosse il suo approccio al lavoro, un approccio che ci ha ispirato e che mi piace riassumere in due parole: disciplina e dedizione» racconta Ignazio Boschetto.

Il meccanismo della fama negli Stati Uniti i ragazzi del Volo lo conoscono da tempo. Oltreoceano, Ignazio, Piero e Gianluca si sono tolti enormi soddisfazioni. Per questo, comprendono benissimo quello che sta accadendo ai Måneskin, ospiti dei grandi show televisivi (da Jimmy Fallon a Ellen DeGeneres) e reduci dal trionfo a Las Vegas dove hanno aperto il concerto dei Rolling Stones: «A noi i Måneskin piacciono molto, anche musicalmente, perché sono una bellissima storia italiana, ed è bello che l’Italia sia rappresentata nel mondo da esponenti del bel canto come noi e da una rock band come loro» racconta Gianluca.

«Le ospitate ai grandi talk show e i concerti con Barbra Streisand li abbiamo vissuti da giovanissimi. Con tanta gioia e spontaneità, ma poca consapevolezza» sottolinea Ignazio. «I Måneskin sono quattro fighi con un look pazzesco che hanno un seguito incredibile sui social. Al di là dei gusti soggettivi, il loro successo va rispettato perché quel che sta succedendo significa che nella loro musica si riconoscono milioni di persone» aggiunge Piero. «In questi 13 anni di carriera abbiamo imparato che quando si raggiunge la vetta c’è sempre un ottimo motivo. Certi risultati non arrivano mai per caso. Il fattore che fa durare una band nel tempo è la personalità. E noi ne abbiano una molto definita perché siamo giovani, gli unici in Italia che portano il bel canto nel mondo. Cantare davanti al Papa nel 2017 a Panama è stato possibile grazie al genere musicale che facciamo. Ovvio che noi in apertura dei Rolling Stones non c’entreremmo nulla...».

Continua Piero: «Per lo show che presenta le canzoni del tributo a Morricone ci stanno arrivando richieste di concerti da ogni parte del pianeta. Saremo i primi in assoluto a interpretare L’estasi dell’oro (dalla colonna sonora de Il Buono il Brutto, il Cattivo, ndr) con un testo e per di più in inglese. Nella versione originale del pezzo c’erano soltanto i vocalizzi di Edda Dell’Orso».

Due mesi di tour negli Stati Uniti, l’Australia, la Nuova Zelanda, l’Europa (già due le date sold-out all’Arena di Verona) e poi il Giappone dove la fama è arrivata sulle piste di pattinaggio su ghiaccio. «A volte ci vuole fortuna. A spalancarci le porte del successo è stato un pattinatore su ghiaccio giapponese che ha usato un nostro brano, Notte stellata, per le sue esibizioni in pista: dal nulla siamo schizzati al primo posto in classifica dove siamo rimasti per mesi» raccontano. «Questo album è stata anche l’occasione per fare un viaggio straordinario nel cinema d’autore. Siamo molto orgogliosi della nostra versione di Here’s to you, una canzone bellissima, immortale, scritta da Morricone e interpretata da Joan Baez per la colonna sonora del film Sacco e Vanzetti (due anarchici italiani che, negli Stati Uniti nel 1927, furono condannati alla sedia elettrica per omicidio sulla base di prove molto controverse, ndr). La nostra versione parte piano con voce sola che nel corso del brano diventa un coro, una preghiera. Per ricordare che le grandi ingiustizie nascono da grandi pregiudizi».

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