Frankie Hi Nrg: "Vi spiego perché sono un artista a chilometro zero"
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Frankie Hi Nrg: "Vi spiego perché sono un artista a chilometro zero"
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Frankie Hi Nrg: "Vi spiego perché sono un artista a chilometro zero"

Dopo Sanremo un nuovo album: Esseri umani. Il primo dopo sei anni.

La telefonata con Frankie Hi-Nrg si apre con un simpatico siparietto in dialetto siciliano per scoprire che da ragazzi frequentavamo spesso lo stesso mare e la stessa spiaggia, quella con la sabbia dorata di Balestrate, in provincia di Palermo a cui sono legato da un altro mare, ma fatto di ricordi e profumi.

Reduce dalla perfomance sanremese che l’ha visto salire sul palco del Festival per la seconda volta, Francesco Di Gesù, questo il vero nome dell’artista, torna in studio a sei anni di distanza dal precedente album, regalandoci Essere Umani, che come lo stesso artista ci confida: “è un disco fatto col cuore e con l’idea che abbiamo poco tempo a disposizione. Il fatto è che scegliamo di metterci a disposizione poco tempo e l’importante è che questo poco tempo sia dedicato a delle cose belle. Per questo ho cercato di fare un album che contenesse solo le cose belle che mi sono venute in mente in quest’ultimo anno e mezzo in cui l’ho realizzato. E’ un disco in cui parlo di me, ma ho già avuto il riscontro di tante persone che si sentono chiamate in causa e che possono condividere in un processo d’identificazione del pubblico con quello che io racconto, che conferma che sono riuscito ad individuare dei temi, degli argomenti, delle ambientazioni che fanno parte di un’esperienza comune, sorprendente per quanto ci si scopre ad esserne partecipi”.

Nel 1992 un giovanissimo Frankie esordiva con Fight da Faida, una bomba ad orologeria che colpiva sistemi e politiche con rime serrate, veloci come proiettili: “Oggi il grande soggetto politico nazionale, ovvero il popolo italiano ha iniziato a capire di avere delle responsabilità e questa è una cosa decisamente positiva perché,  anche se non ha migliorato la qualità dei governanti, lascia sperare in un cambiamento che potrebbe arrivare più facilmente dal basso. Quello che sarebbe utile e che è il concetto che cerco di declinare in Esseri Umani è l’importanza del prendersi le responsabilità delle nostre azioni, prima ancora che pretendere assunzioni di responsabilità dal resto del mondo, la rivoluzione fuori la fai se prima avviene una rivoluzione dentro. Per quanto riguarda l’aspetto musicale” continua Frankie, “i temi che vengono trattati nella maggior parte del rap contemporaneo sono diversi da quelli che si affrontavano negli anni ’90. Sarebbe quasi insensato vedere trattare oggi certi temi sociali. Adesso c’è una certa propensione al materialismo, all’individualismo, alla voglia di prevalere sull’altro, ma ciò non toglie che quella funzione sociale sia rimasta, oggi come allora”.

Artista poliedrico, ha vestito i panni di regista, attore, presentatore, produttore, arrangiatore e musicista: “oggi nella fattispecie sono un rapper, perché questa è la cosa che sto facendo in questo momento, ma io sono Francesco, dopo un po’ che faccio una cosa mi viene voglia di farne un’altra, un po’ per impedire che le cose che ti piacciono diventino un mestiere, ma rimangano il piacere di fare una cosa bella, di farla bene e provocare delle reazioni. E ora con la musica, ora con la fotografia, o con la recitazione, insomma con i vari strumenti a disposizione mi esprimo. In questo momento ripeto la musica è la cosa che mi ha infiammato particolarmente e sono entusiasta in modo particolare per quest’ultimo lavoro che sto proponendo”.

Essere Umani è il sesto album di Frankie e il primo ad uscire per un etichetta indipendente, la Materie Prime Circolari, fondata da lui stesso: “è un’assunzione di responsabilità. Ne parlo tanto in questo disco e ho scelto di prendermi le mie responsabilità nel produrlo e mettere un prodotto sul mercato, utilizzando il concetto dell’artista a km 0. Uno dei migliori sbocchi per un artista contemporaneo, è quello di poter creare la propria musica e dedicarsi ai propri progetti, realizzarli e proporli senza nessuna mediazione, senza nessuna interferenza che rischia di influenzare l’originalità dell’idea. Anche se io ho sempre avuto ottimi rapporti con l’industria discografica di alta gamma, l’esperienza di essere con un’etichetta da diporto con cui fare una bella traversata oceanica mi fa stare bene tranquillo e mi fa guardare al pubblico con ulteriore rispetto, rispetto al passato”.

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