Black Sabbath: la magia di "Sabbath bloody Sabbath"
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Black Sabbath: la magia di "Sabbath bloody Sabbath"
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Black Sabbath: la magia di "Sabbath bloody Sabbath"

Dal 10 luglio in edicola con Panorama il leggendario quinto album della band di Ozzy Osbourne

Non mancano i classici senza tempo nella discografia dei Black Sabbath negli anni 70. Sabbath bloody Sabbath è però qualcosa di più di un grande album (in edicola con Panorama dal 10 luglio a 9,90 euro, rivista esclusa).

Dal punto di vista compositivo il disco fotografa lo stato di grazia del gruppo. Provati dallo stile di vita "rock and roll" i quattro iniziano a registrare l'album alla fine del 1972 a Los Angeles.

Le session si traducono in un flop. Poche idee e molto confuse. Non va meglio quando i quattro si trasferiscono in Inghilterra al Clearwell Castle nel Gloucestershire. Tra bevute epiche e visioni di fantasmi il disco non prende quota.

La scintilla scatta invece in uno studio a Nord di Londra. Una dopo l'altra nascono le canzoni che fanno di questo album una pietra miliare. Dalla title track a Sabbra Cadabra (con Rick Wakeman degli Yes alle tastiere, retribuito con casse di birra) passando per Who are you e Spiral Architect.

Non solo chitarre: Sabbath bloody sabbath è impreziosito da tastiere, sintetizzatori ed archi. Una vera opera rock, un album imprescindibile da considerare senza se e senza ma tra i capolavori dei Seventies.

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