"A Verità" di Rocco Hunt: le 5 cose da sapere
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"A Verità" di Rocco Hunt: le 5 cose da sapere
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"A Verità" di Rocco Hunt: le 5 cose da sapere

25 marzo 2014, il vincitore di Sanremo Giovani torna dopo il Festival con il suo nuovo album che segue l'esordio con "Poeta Urbano". 18 tracce, tante collaborazioni dal talento partenopeo che sta conquistando l'Italia con la sua (stupenda) energia. E con i contenuti

Eccoci a presentarvi uno degli album più attesi dopo Sanremo 2014, quello del vincitore Rocco Hunt. Ci riferiamo naturalmente al giovane rapper di Salerno Rocco Pagliarulo che pubblicherà il 25 marzo 2014 il suo nuovo disco di inediti, dopo la grande popolarità ottenuta dal brano "Nu Juorno Buono" e con l'album d'esordio in Sony Music Italy, "Poeta Urbano".

Ecco tutto quello che c'è da sapere su questo nuovo album se amate "Rocchino" e lo avete sostenuto con forza finora, ma anche per chi non lo conosce ancora. Il disco uscirà in versione da scaricare in dowload su iTunes e nei negozi digitali e in formato fisico, tradizionale e in Limited Edition per Game Stop con una maglietta inclusa

1 - Eros Ramazzotti ama Rocco Hunt e il rap
Nel brano potrete ascoltare il brano "Credi", in duetto con Eros Ramazzotti. Il pezzo vede la produzione di Fausto Cogliati. La canzone riprende il ritornello di "Un giorno credi" di Edoardo Bennato (pezzo del 1973). Arrangiamento orchestrale per un brano che si presta al lancio come singolo ufficiale. Eros è da molti anni che collabora con il mondo rap. Ricordiamo la versione di "Stella gemella" con i Gemelli Diversi, "L'aurora" con Wyclef Jean. La più recente featuring è con i Club Dogo nell'album "Noi", il brano si chiama "Testa o cuore".

2 - 8 brani per lo più in dialetto e 10 per lo più in italiano
Dovrebbe essere questa la media tra i brani con accento e i brani dove questo è più marginale o totalmente assente. È un album proposto per tutto il mercato italiano e in merito a questo, Rocco conferma: "L'accento si sente anche quando uno parla in tedesco, anche se nei brani non è in dialetto stretto. È stata una scelta naturale, alcuni rapper hanno il limite di non riuscire a fare rap in italiano quando sono molto bravi in dialetto. Io riesco a fare entrambi, quindi non mi sono posto il problema. Ho fatto esattamente quello che sentivo".

3 - 19 canzoni nel disco, ma ne aveva 23 pronte alla pubblicazione
L'album è ricco di brani. Si arriva a 19 nella versione per iTunes, 18 in quella tradizionale. Ecco come giustifica la presenza di tutto questo materiale: "Scrivere è la cosa principale per me, è una questione di allenamento. I brani mi vengono naturalmente, solo tre sono stati messi da parte per "Poeta Urbano", già pronti e portati qui in un momento più evoluto e spinto del mio percorso". Alla fine, il disco è stato semplicemente riempito fino al massimo di capienza con tante canzoni. 

4 - L'assenza di una cantante femminile
 Nell'album "A Verità" molti duetti maschili (il già citato con Eros Ramazzotti, Clementino, Enzo Avitabile, Noyz Narcoz, Tiromancino, Gemitaiz, Madman & Nitro) abbiamo notato l'assenza di donne nei suoi brani. Di fronte all'annosa accusa del maschilismo nel rap, lui risponde: "Avrei tanto voluto una voce femminile, ma ne volevamo una nuova e rappresentativa della mia generazione. Non l'abbiamo trovata. Mi piace tanto Giorgia e Elisa, due donne fiore all'occhiello dell'Italia. E poi c'è Giusy Ferreri, che ha conosciuto mia mamma. Lei ha avuto un'ottima impressione e quindi è buona anche la mia. Anche perché a Sanremo, chi più chi meno, se la tiravano un po' tutti, lei ha davvero fatto la differenza. Segnalo la presenza di Manuela Manca nei cori del mio disco, è una voce femminile che apprezzo molto".

5 - Il libretto interno, la vita di Rocco
Promessa rispettata: l'album ha all'interno alcune delle location più importanti della sua vita. Racconta: "C'è il mare di Mercatello, il palazzo della "Ciampa di Cavallo" (rione di Salerno chiamato così per un famoso complesso residenziale popolare del Rione Zevi che ha proprio la forma di uno zoccolo di cavallo), poi c'è ancora il quartiere di Santa Margherita, il centro torico, Rocco dal fruttivendolo, nella pescheria dove lavorava con tanto di grembiule, gli scogli e il panorama della città.

La recensione

Perché trattenere le parole quando si ha molto da dire? Ascoltare le 18 tracce di questo disco mettono addosso la stessa sensazione che hai quando esci all'improvviso da casa e inizi a respirare guardando un panorama inaspettato. L'orgoglio per il sud, la qualità della produzione, i duetti con l'universo pop (Eros Ramazzotti, Tiromancino) che hanno il sapore dell'appassionamento per Rocco e non del freddo "dono" da contratto. 

Si è spesso parlato di come si può fare rap in Italia rimanendo italiani. Ecco: questo disco è un buon esempio di come si può parlare a tutto il Paese facendo uso (e non poco) del dialetto locale. C'è spessore, dinamismo, calore e ambizione in questo disco. Rimaniamo (ancora) increduli quando pensiamo che un giovanissimo può avere una visione del mondo così interessante.

Rocco non è il primo della classe, è il volto della giovane musica popolare che vorremmo vedere e sentire più spesso in giro. Perché bisogna essere grandi senza essere grossi. Perché per parlare a tutti non bisogna fare per forza gli stupidi, non bisogna essere dei modelli, bisogna abbracciare la gente con la musica. E lui, lo sa fare.

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