"Un'estate fa..." Monti & Casini
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"Un'estate fa..." Monti & Casini

Il corteggiamento, l'amore, poi la lite e la fine della storia d'amore (politica); le frasi di una coppia in crisi - C'era una volta Monti

Tra loro due, i Dioscuri del fallito Grande Centro «depurato» da Silvio Berlusconi, sogno che ebbe il picco massimo nel novembre del 2011 con il governo Monti, è andata come nella canzone di Franco Califano: «Un’estate fa» . Non che l’estate scorsa tra Pier Ferdinando Casini e Mario Monti fosse «un po’ come una favola». Le crepe dell’«amore» neocentrista, depurato da «Silvio» (parola di Monti), e in realtà sfociato in un centrino, incominciarono ad aprirsi dopo quei risultati da cabina telefonica delle elezioni del 24 e 25 febbraio. E, comunque, scrisse Califano, «L’estate è stupenda ma dura poco, poco, poco, poco…. E finisce qua la storia di due persone che si perdono». Monti e Casini si sono persi il 20 ottobre 2013, già autunno ma ancora in pieno clima estivo. Ecco le frasi dell’«estate» culminata in un divorzio tra l’ex Supermario e il sempre verde «ragazzo» dc Pierferdy, leader dell’Udc.  Mentre Supermario si chiuse accigliato nella sua torre eburnea, gli uomini di «Pierfurby» incominciarono pragmaticamente a fare shopping di parlamentari montiani. 

- LE FRASI -

6 giugno. Monti: «I rapporti con Berlusconi sono tornati cordiali» mentre «con Casini è in corso una riflessione per fare in modo che l’esperienza di Scelta Civica e Udc, realtà distanti, possa continuare».

3 luglio Casini: «L’Europa ha battuto finalmente un colpo, ora più crescita. Bisogna riconoscere che in questa prima apertura della Commissione europea c’è un implicito riconoscimento del governo presieduto da Monti, che ha fatto scelte impopolari ma utili».

4 luglio. Monti: «Nessun divorzio da Casini».

20 luglio. Casini: «O andiamo oltre l’Udc e Scelta Civica, e creiamo un contenitore che si chiami Partito popolare, modello Angela Merkel, o qui spegniamo la luce». Monti abbozza.

Notte tra il 31luglio e il 1° agosto: Monti proprio alla vigilia della condanna Mediaset, mentre l’Italia è con il fiato sospeso per la sorte di Silvio Berlusconi, licenzia in tronco il coordinatore di Sc Andrea Olivero.  Irriguardosi «chissene» in quella notte lì in sala stampa in Parlamento si sprecano. Dice ai suoi Monti: «Olivero è andato da Casini (il 20 luglio appunto ndr), quello era un convegno dell’Udc!». Tuona: «Questo significa mettere in discussione la nostra linea fondativa, che è quella di unire le due anime…».

15 settembre. Monti: «Bisogna rafforzare il governo con un patto di coalizione o lasciamo». Insomma Sc «non farà il cagnolino da guardia di Pd o Pdl», spiega meglio Mario Mauro. Ma l’affondo suona soprattutto contro Casini: è il lui il sospettato vero di voler fare il cagnolino da guardia del Pdl. Monti: «No all’ossessione a schierarsi».

18 ottobre, dopo un mesetto di «amore sempre più da separati in casa», la fine dell’«estate» di Monti e Casini. Monti, ore 21 (predilige la tarda sera per i colpi di scena): «Sono stato tradito da chi mi ha chiesto un posto in parlamento (il pretesto ufficiale è la Finanziaria, quello vero è l’incontro tra Berlusconi e Mario Mauro al circolo canottieri ndr). Undici senatori più uno (Mauro) non sono stati conformi alle mie posizioni sulla legge di Stabilità. Annuncio le mie dimissioni da presidente di Scelte Civica».

18 ottobre. Casini: «Inaccettabile, quello di Monti è un atteggiamento rissoso».

20 ottobre. Monti: «Mi rivolgo a chi non ha votato Scelta Civica, pare siano tanti, perché avevamo Casini…può essere che avessero ragione loro». Come dire: il leader Udc ci ha fatto perdere voti. "Ci sono politici che hanno in mano il Gps, il navigatore per vedere dove posizionarsi..."

20 ottobre. Casini. «Il Professore è a briglia sciolta. Il navigatore? E' stato lui a servirsene per andare a Palazzo Chigi».

21 ottobre. Casini: «il terzo polo è finito»

E meno male che tutti questi casini siano avvenuti in una cabina telefonica.

 

  

   

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