Panorama in edicola: Monsignor Viganò e quelle centinaia di milioni di lire portati illecitamente in Svizzera
Panorama in edicola: Monsignor Viganò e quelle centinaia di milioni di lire portati illecitamente in Svizzera
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Panorama in edicola: Monsignor Viganò e quelle centinaia di milioni di lire portati illecitamente in Svizzera

Il settimanale di Mondadori, nel numero in edicola dal 20 marzo, pubblica le carte di una presunta attività illecita del nunzio apostolico negli Stati Uniti

Nel 2012 era salito agli onori della cronaca come l’eroe di Vatileaks, il moralizzatore vaticano allontanato dal cardinale Tarcisio Bertone perché puntava il dito contro la corruzione e gli sprechi della Curia. Ora monsignor Carlo Mario Viganò, nunzio negli Stati Uniti, aspetta la rivincita, se è vero che Papa Francesco starebbe pensando di richiamarlo alla guida del Governatorato della Città del Vaticano. Ma nel numero in edicola da domani, giovedì 20 marzo, il settimanale Panorama pubblica alcuni atti giudiziari della Procura dei Grigioni, in Svizzera, che rivelano un volto inatteso della «colomba» di Vatileaks.

Dalle carte emerge infatti che Viganò, approfittando della sua valigia diplomatica, a partire dal 1973 avrebbe portato all’estero centinaia di milioni di lire, frutto dell’eredità paterna, per depositarli su un conto svizzero. In particolare, sua sorella Rosanna avrebbe consegnato al prelato 900 milioni di lire, che sarebbero stati versati presso il Credit Suisse di Lugano. Con quel denaro il monsignore acquistò un appartamento a San Bernardino, località dei Grigioni, per conto della sorella. Poi, con il consenso di questa, si intestò l’immobile poiché, essendo cittadino vaticano, non avrebbe pagato le tasse. Nel 2012 il prelato all’insaputa di Rosanna ha venduto la casa trattenendo per sé il denaro. A quel punto la sorella si è rivolta alle autorità elvetiche denunciando il monsignore.

Panorama rivela anche che la vicenda giudiziaria si è chiusa soltanto lo scorso febbraio con una transazione: il nunzio ha versato 180 mila franchi svizzeri al legale della sorella, Roberto Keller, che a sua volta li ha girati in beneficenza all’Ospedale della Consolata di Ikonda, in Tanzania, dove lavora come volontaria una delle figlie di Rosanna. Altri 10 mila euro sono stati restituiti dal prelato alla sorella come parziale risarcimento per il mobilio che si trovava nella casa venduta a sua insaputa.

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