Mondo: i 5 protagonisti della politica estera 2014
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Mondo: i 5 protagonisti della politica estera 2014
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Mondo: i 5 protagonisti della politica estera 2014

Dal tandem Obama-Castro al califfo Al Baghdadi, passando per Dilma Rousseff, Putin e l'israeliano Netanyahu, arrabbiato con l'Europa

Obama e Castro

Johannesburg. Il presidente Usa e quello cubano si salutano ai funerali di Mandela Chip Somodevilla/Getty Images

Cominciamo dalla fine (dell'anno) e dal tandem di protagonisti politici che apre a una svolta storica. Barack Obama e Raul Castro, il presidente degli Stati Uniti e quello di Cuba, dopo un anno di contatti diplomatici e grazie all'intervento diretto di Papa Francesco, annunciano contemporaneamente la fine dell'embargo a Cuba. Scambio di prigionieri e apertura di sedi diplomatiche all'Avana e a Washington. Dopo 55 anni finisce un'era. Obama sfrutta la sua decisione (che dovrà comunque essere approvata dal Congresso) anche per questioni di politica interna, e già pensa alle presidenziali del 2016 e al peso che avranno gli elettori cubani in Florida. Raul Castro, sostanzialmente il portavoce di suo fratello Fidel, regala a Cuba l'opportunità di uscire dalla crisi economica che l'ha messa in ginocchio. Senza più l'aiuto dei miliardi di dollari del defunto Hugo Chavez, l'isola nell'ultimo anno è sprofondata ancora più in basso. La fine dell'embargo potrebbe portare maggiore stabilità. Ma, la svolta epocale non significa che all'Avana è finita la dittatura. Quella resta, anche se appare fiaccata dagli ultimi 25 anni senza un alleato forte come l'ex Unione Sovietica. 

Vladimir Putin

Mosca. Il presidente russo Vladimir Putin KIRILL KUDRYAVTSEV/AFP/Getty Images

La crisi in Ucraina, la frattura con Bruxelles, le sanzioni americane e quelle europee e, a fine anno, la crisi del rublo. Per il presidente russo Vladimir Putin è stato decisamente un annus horribilis. Putin è stato uno dei principali protagonisti della politica estera nel 2014, tanto che - per l'ennesima volta - la rivista Time ha valutato se conferirgli o meno il titolo di "uomo dell'anno". Sicuramente, Putin è tra i politici più influenti nel mondo e in questo anno ha anche portato a casa qualche vittoria. Mosca è riuscita a rimettere piede sul palcoscenico diplomatico mediorientale, sostenendo Bashar al Assad in Siria contro le truppe dello Stato islamico, e stringendo accordi con il presidente egiziano, il Generale Al Sisis, che guarda sempre meno agli Usa e sempre più alla Federazione, cui ha concesso un passaggio privilegiato nel Canale di Suez (al pari di quello degli Usa). E poi, guardando ad Est, Putin ha stretto un patto da 200 miliardi di dollari con la Cina per la fornitura di gas. Nel 2015 il presidente russo dovrà concentrarsi sulla sua maggiore sfida: rimettere in piedi l'economia russa e cercare di non perdere i consensi di cui gode in patria. 

Benjamin Netanyahu

Gerusalemme. Il presidente israeliano Netanyahu accende una candela di Hannukkah GIL COHEN MAGEN/AFP/Getty Images

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha avuto un anno "complicato". Mentre continua la guerra in Siria e avanza la minaccia dell'Isis, Israele sferra un attacco contro Gaza via aria e via terra. La guerra dura sette settimane ed è una risposta ai razzi lanciati da Hamas sul territorio israeliano. I rapporti tra l'alleato storico di Israele, gli Usa, e Netanyahu si raffreddano. E a fine anno arriva la decisione del Parlamento europeo di riconoscere lo Stato palestinese. Cosa che scatena le ire di Bibi Netanyahu che dichiara che l'Europa non ha imparato nulla dalla lezione della Shoah.  

Dilma bis

La presidente brasiliana Dilma Rousseff a un summit Mercosur JUAN MABROMATA/AFP/Getty Images

Nonostante le proteste pre-Mondiali e il suo vistoso calo di popolarità, Dilma Rousseff viene eletta per la seconda volta alla presidenza del Brasile. Promette riforme anti corruzione e un nuovo sistema di Welfare, più attento alle esigenze di tutti. Intanto l'economia frena, ma la presidente può contare sul sostegno dell'uomo mito di Brasilia, l'ex presidente Ignacio Lula da Silva. Finché ci sarà lui dalla sua parte le elezioni potrà continuare a vincerle. Resta il fatto che nel 2015 la presidente-bis dovrà affrontare sfide epocali per modificare il volto del suo Paese. Vedremo se manterrà quanto promesso in campagna elettorale.

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