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Le missioni italiane all'estero

Nord Africa, Medio Oriente, Asia e Balcani. Sono 40 le operazioni militari nel mondo che vedono impegnate le nostre forze armate

Soldati malesi verso il Libano

4 settembre 2014. Presso la base aeronautica di Subang, vicino a Kuala Lumpur, in Malesia, soldati delle Forze armate nazionali posano per i fotografi – Credits: MOHD RASFAN/AFP/Getty Images

Per Lookout news

In base agli ultimi aggiornamenti forniti dallo Stato Maggiore della Difesa sono 40 le operazioni militari attualmente in corso a cui partecipa l’Italia. Le missioni sono dislocate tra il Mediterraneo, l’Africa, il Medio Oriente e l’Asia e vedono impegnati complessivamente 9.434 uomini e donne delle nostre forze armate. Questi numeri, letti in termini analitici e confrontati con quelli degli anni precedenti, dimostrano che nonostante si moltiplichino le aree di instabilità e conflittualità nel mondo l'Italia, pur rimanendo estremamente operativa, sta comunque facendo i conti con la crisi economico-finanziaria internazionale.

In generale la presenza militare dell’Italia in missioni all’estero, organizzate da enti internazionali o regionali, risulta infatti in calo rispetto non solo al 2013 ma anche al primo semestre del 2014.

Alcune di queste missioni sono costantemente seguite dagli organi di informazione, altre invece ricevono pochissimo risalto mediatico. Si va dal Marocco, dove nel 1991 fu istituita la MINURSO (United Nations Mission for the Referendum in Western Sahara) alla Somalia (2010 Missione EUTM - European Union Training Mission per l’addestramento delle forze somale per la stabilizzazione del Corno d’Africa) fino al Pakistan, dove troviamo l’UNMOGIP (United Nations Military Observer Group in India and Pakistan), istituita nel 1949 per supervisionare il cessate-il-fuoco tra Pakistan e India nello Stato di Jammu e Kashmir.

Una particolarità è rappresentata dal contributo delle forze armate italiane per il controllo del valico di Rafah, uno dei principali e più critici punti di confine e di accesso tra la Striscia di Gaza e l’Egitto, dove c’è un solo militare italiano nella missione di assistenza alle autorità palestinesi nella gestione del traffico del valico (EUBAM Rafah). In Afghanistan, oltre all’ISAF (International Security Assistance Force) in scadenza a fine 2014, c’è anche EUPOL, che si occupa della formazione della polizia afghana.

Le operazioni in Libano e Iraq
In Medio Oriente è presente la seconda missione più grande dell’Italia all’estero, UNIFIL (United Nations Interim Force In Lebanon) in Libano. Attualmente è sotto il comando italiano. A guidarla è il Generale Luciano Portolano, subentrato al Generale Paolo Serra lo scorso luglio. Obiettivo di UNIFIL è stabilizzare l’area sud del Libano, dove il nostro contingente opera in stretto coordinamento con le forze armate libanesi. Anche se prima il conflitto siriano, e più di recente la presenza dello Stato Islamico in Iraq e Siria, hanno talvolta coinvolto le aree settentrionali del Libano - dove non sono dispiegate forze ONU -, i caschi blu rappresentano una garanzia di stabilità in un territorio in cui gli equilibri interetnici, spesso manipolati dagli interessi esterni delle potenze regionali (Iran in primis) o alterati dal contagio dell’estremismo islamico, sono sempre più precari.

Sempre in Medio Oriente, inoltre, l’Italia ha una task force aerea negli Emirati Arabi, un avamposto in Cisgiordania a Hebron (TIPH2), una task force aerea in Iraq e alcuni ufficiali negli avamposti della Middle East - UNTSO (United Nations Truce Supervision Organization), oltre al recente supporto garantito alla coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti impegnata nella guerra contro lo Stato Islamico in Iraq e Siria.

Su Lookout News la versione integrale con il punto su tutte le altre missioni militari italiane in Europa, Africa e Asia.

 

 

 

 

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