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Il ministro Bonafede: test psicologici su giudici e Pm

Un disegno di legge prevede che il Csm, per valutare gli avanzamenti di carriera dei magistrati, chieda un parere allo psicologo. È l’idea di Berlusconi, ma nessuno oggi insorge

Test psicologici su giudici e Pm. La norma è contenuta nel disegno di legge sulla riforma dell'Ordinamento giudiziario presentato la scorsa settimana dal ministro della Giustizia, il grillino Alfonso Bonafede. L'articolo 27, intitolato "Riforma del sistema di funzionamento del consiglio giudiziario, delle valutazioni di professionalità e della progressione economica dei magistrati", prevede che "il Consiglio superiore della magistratura, allo scopo di valutare il parametro dell'equilibrio del magistrato in funzione delle valutazioni di professionalità, possa tener conto, unitamente gli altri elementi conoscitivi acquisiti, del parere di uno psicologo di comprovata professionalità, appositamente nominato, assicurando all'interessato adeguate garanzie".

La svolta ha dell’incredibile, soprattutto se si pensa quali furono le proteste scatenate nel 2013 da Silvio Berlusconi, che 16 anni fa aveva lanciato un’idea non troppo dissimile. Eppure non ha ancora ricevuto alcuna risposta ufficiale da parte della magistratura associata.
L'unica reazione è stata un indignato corsivetto pubblicato sulla Repubblica di ieri, intitolato “Se Bonafede copia Berlusconi”, dove per l’appunto si ricorda come, in un'intervista del settembre 2003 al periodico britannico Spectator, Berlusconi avesse definito i magistrati "mentalmente disturbati" e il suo Guardasigilli, il leghista Roberto Castelli, avesse ipotizzato d’introdurre i test. All’epoca si era scatenata una brutale contraerea e la proposta era stata velocemente riposta. Oggi, invece, Repubblica si domanda perché mai le toghe non insorgano. Ma tutto tace.

Già qualche mese fa il ministro della Pubblica amministrazione, la leghista Giulia Bongiorno, aveva annunciato la necessità di “riformare il tradizionale metodo di selezione" di giudici e pubblici ministeri. Era marzo, lo scandalo del Csm non era ancora scoppiato, e parlando alla Scuola di formazione politica della Lega Bongiorno aveva detto: "I magistrati sono troppo legati a un sapere nozionistico, spesso lontano dalle concrete complessità della carriera in magistratura; i test psicologici dovrebbero essere funzionali a verificare la stabilità emotiva, l'empatia e il senso di responsabilità, caratteristiche imprescindibili della professione".

Oggi il disegno di legge governativo prende fisicamente forma, ma dalle toghe tutto tace: “no reactions at all”. Forse perché la proposta non viene da Berlusconi? O perché la magistratura ha un feeling diverso con i grillini e con il loro populismo giudiziario? Staremo a vedere…

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