Matteo Salvini, un segretario venuto dal basso
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Matteo Salvini, un segretario venuto dal basso
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Matteo Salvini, un segretario venuto dal basso

La vita, il percorso politico, la storia di un "ribelle" alla guida della Lega Nord

Per conoscere bene Matteo Salvini, il neo eletto segretario della Lega Nord, basterebbe entrare nella sua macchina. Se ci riuscite, perché i sedili posteriori sono di fatto degli armadi o dei contenitori di documenti, manifesti, gadgets, volantini. E non crediate che quando se ne va in vacanza la situazione cambi. Gli oggetti del "lavoro" vengono solo spostati a lato, di sicuro mai lasciati a casa.

Poi, una volta saliti, basterà dare un'occhiata al conta chilometri per capire che vi trovate in compagnia di un vero e proprio girovago. E scommettete pure sul fatto che non c'è stata provinciale del nord che lui non abbia percorso almeno una volta.

Perché Salvini da sempre ha un solo modo di fare politica: quello a contatto con la gente. Sono una ventina d'anni che il neo segretario del Carroccio vive e lavora tra mercati, sagre, feste, comizi e gazebo. Sono anni che lo vediamo sfidare i campi nomadi come i potenti di turno. Ed è tutto qui il segreto del suo successo. Sono quelle decine di mani strette passando dal politichese al dialetto, segnandosi i nomi (il cellulare ed il problema) di questa o quella persona. Persone che poi si sono trasformate in preferenze. Si, perché non è la prima volta che Salvini supera Umberto Bossi. In diverse elezioni degli anni passati infatti il giovane segretario cittadino superava il più noto Senatùr.

Ci è capitato di rado di vederlo con la giacca (due i ricordi: al matrimonio e ad una "prima" della Scala; un figurino) ma non c'è nulla che lo faccia sentire a suo agio come una delle sue felpe "padane". Divisa che è prima a pari merito con l'altra grande passione, il Milan.

Calciatore normale, amante della montagna, una moglie alle spalle (da cui ha avuto un figlio) ed una nuova compagna che lo ha reso papà per la seconda volta (in questo caso, una bimba). Viaggia perennemente con due cellulari, a volte tre, che gli occupano entrambe le mani e le orecchie. Una contatto perenne con il mondo che ne hanno fatto il primo parlamentare ad arrivare in tv armato di iPad e social network, perché bisogna essere connessi sempre.

A ristoranti di lusso e locali alla moda preferisce birrerie ed osterie

Alla Lega Nord ha fatto tutto: il militante, il consigliere comunale, il manifestante, la radio, il giurato alle selezioni di Miss Padania, l'europarlamentare, il capogruppo, il segretario della Lega Lombarda fino ad occupare la poltrona che fu di Umberto Bossi, lo sconfitto.

Un percorso quasi inevitabile, dove l'ambizione è superata dalla voglia di fare sempre qualcosa in più per il suo partito. Persino, non troppo tempo fa, un passo indietro.

Quanto durerà come segretario, cosa farà e come lo farà non ci è dato saperlo. Siamo certi però che la sua macchina continuerà a girare per il nord e, dall'autoradio quella canzone dei Nomadi: "Io, vagabondo che son'io, vagabondo che non sono altro..."

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