Marò, e la satira "contro" di Luca e Paolo
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Marò, e la satira "contro" di Luca e Paolo
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Marò, e la satira "contro" di Luca e Paolo

L'imitazione di Latorre e Girone, da parte dei comici Luca e Paolo scatena le polemiche - Guarda il video

Non bastavano ritardi e rinvii nella vicenda dei fucilieri di Marina. Ora ci si è messa anche la satira, una "pessima" satira a giudicare dall'effetto. Mentre Massimiliao Latorre, Salvatore Girone e le loro famiglie attendevano le nuove decisioni della Corte Suprema, che oggi ha fissato al 28 marzo l'esame del ricorso dei fucilieri di Marina, Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu sono riusciti a scatenare un putiferio. Tutta colpa di una loro imitazione proprio dei marò: un selfie, postato su Twitter, con i due comici con indosso una divisa come quella dei marò ed espressioni che nelle loro intenzioni dovevano richiamare (ironicamente?) quelle dei militari trattenuti da oltre due anni in India. Il video-parodia all'interno del programma "Giass" , in onda su Canale 5, ha poi rappresentato la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Cosa ci fosse di così comico nell'idea non è ben chiaro, o almeno non è stato colto da molti dei followers, divisi tra chi non ha apprezzato il tentativo di ironizzare sulla vicenda, chi si è sentito indignato e chi ha invece "infierito". Come il primo dei commenti apparsi in rete: "C'è la fiera delle facce da c...?". O come quello di un altro che scrive: "Siete quasi più brutti degli originali...". Chi ha reagito duramente è la comunità che da oltre 25 mesi sostiene a distanza i marò, tramite gruppi su Facebook. Nelle ultime ore ne è stato infatti creato uno apposta , dal nome eloquente: "Togliete quella Divisa che indegnamente indossate. E chiedete SCUSA".

"Ma non vi vergognate?". "Vergognarci di cosa?". "Di prendere in giro due uomini che rischiano la vita e non vedono da mesi le proprie famiglie. Penso ci sia poco da ridere" si legge sulla pagina Facebook, che in poche ore ha totalizzato 550 interventi e 5.500 inviti a partecipare alla discussione. Non manca chi ritiene che l'iniziativa, in realtà, serva per mantenere alta l'attenzione sul caso. Sta di fatto che però non manca chi ha deciso di rispondere con altrettanta indignazione, come chi ha inviato a sua volta messaggi al profilo di Paolo, ribattezzato per l'occasione "Kessifotta".

Se in Italia in queste ore il video-parodia dei comici sta facendo il giro del web, sempre dalla rete due giorni fa era invece arrivata la notizia che 4.500 indiani hanno firmato una petizione chiedendo la liberazione dei marò. Si tratta di cittadini della comunità sikh di Cremona, che hanno promosso questa raccolta firme, che proseguirà ancora questa settimana. Le firme saranno poi recapitate ai due Governi, italiano e indiano, e agli avvocati che assistono i fucilieri. 

Nel frattempo, però, il caso sembra di nuovo "arenato", dopo che nelle scorse settimane sembrava potesse esserci un coinvolgimento da parte dell'Onu, quanto meno nel sollecitare lo sblocco della situazione (e il ritorno in Italia di Girone e Latorre, con un eventuale processo da svolgersi nel nostro Paese). Sabato, in occasione della visita a New Delhi del presidente dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, John Ashe, si è conclusa senza che il caso dei marò fosse neppure affrontato. Il portavoce del governo indiano ha riferito, via mail, che Ashe "non ha trattato" con il premier Singh e il ministro degli Esteri Khurshid la questione dei fucilieri.

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