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Marò: India irritata dal Parlamento europeo

Dura reazione ufficiale delle autorità di New Delhi all'intervento di Bruxelles nella vicenda dei due fucilieri

Non è affatto piaciuto al governo indiano l'intervento del Parlamento europeo nella vicenda dei due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, in attesa a New Delhi da quasi tre anni dell'avvio di un processo per l'accusa di avere ucciso due pescatori. Le autorità indiane, ricordando come il caso sia "all'esame dei giudici e riguardi India e Italia", ha infatti reso noto che "il Parlamento europeo avrebbe fatto meglio a non adottare la risoluzione" (approvata ieri), in cui si auspica che il giudizio sia affidato alla giurisdizione italiana o tramite un arbitrato internazionale e che i marò possano tornare in Italia per essere giudicati.

Nella dichiarazione ufficiale il governo indiano, estremamente irritato dall'iniziativa, ha ricordato poi anche che "la Corte Suprema, nella sua decisione del 14 gennaio, ha concesso un prolungamento di tre mesi a Massimiliano Latorre per restare in Italia per motivi di salute e che l'altro marò, Salvatore Girone, vive nell'ambasciata italiana a New Delhi".

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