Marcello Dell'Utri è tornato dal Libano
ANSA/ANGELO CARCONI
Marcello Dell'Utri è tornato dal Libano
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Marcello Dell'Utri è tornato dal Libano

Giunto questa mattina a Fiumicino con gli uomini dell'Interpol, l'ex senatore condannato a 7 anni per concorso esterno è stato subito trasportato nel carcere di Parma, uno dei più attrezzati dal punto di vista sanitario

È atterrato, questa mattina, in una zona riservata dell'Fiumicino, sul volo AZ 827 di Alitalia, insieme alla figlia Chiara e agli uomini dell'Interpol cui era stato consegnato a Beirut dalle autorità libanesi. Dopo che negli uffici della Polaria dell'aeroporto romano, gli ufficiali e funzionari della Dia giunti da Palermo gli hanno notificato l’ordinanza di esecuzione della pena, è  stato portato immediatamente in ambulanza nel carcere di Parma, una delle più attrezzate dal punto di vista sanitario. Si conclude così - senza polemiche -  la latitanza di Marcello Dell'Utri, l'ex senatore di Forza Italia condannato in via definitiva a sette anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. «Il mio assistito - ha dichiarato l'avvocato De Peri - accoglie l’estradizione positivamente perché ha spinto da due mesi per tornare in Italia».

L'unica e ultima testimonianza sul viaggio di Dell'Utri è quella di una giornalista che ha viaggiato con lui in aereo: «Abbiamo provato a parlare con lui durante il volo ma siamo stati sempre bloccati. Siamo riusciti solo ad ottenere alcuni sorrisi e la battuta 'sono stanco', La figlia Chiara ha viaggiato a circa meta' dell'aereo, aveva un turbante e ha utilizzato all'inizio un velo verde per coprirsi. Ha cercato di parlare in qualche modo con il padre, qualche parolina, qualche segno, poi tornava in fondo all'aereo. Quelli che lanciava ci sono parsi saluti». 

Arrestato il 12 aprile 2014, all'hotel Phoenicia di Beirut, dove soggiornava con il suo vero nome, era stato rintracciato grazie al segnale del suo telefono cellulare: quattro giorni di detenzione in una caserma della polizia, poi trasferito per problemi di salute su richiesta del suo legale libanese nell'ospedale Al Hayat, sempre a Beirut, dove è rimasto ricoverato in stato di arresto mentre il governo libanese espletava le pratiche dell'estradizione, concessa dal presidente libanese Michel Suleiman il 23 maggio scorso.

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