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L'impero misterioso dei Clinton

Secondo il Washington Post la fondazione che fa capo all'ex e al futuro presidente degli Usa ha raccolto 2 miliardi di dollari

L'inedita storia della costruzione dell'impero da due miliardi dei Clinton è al centro di un'inchiesta del Washington Post. La montagna di denaro su cui sono seduti i coniugi più potenti d'America è ora motivo d'imbarazzo per Hillary; le rivelazioni sulla gestione di quel denaro, la sua provenienza e i possibili favori fatti in cambio di tanta generosità potrebbero procurarle dei seri problemi adesso che l'ex Firs Lady è in corsa per la Casa Bianca.

Il lungo pezzo del quotidiano famoso per aver fatto scoppiare il Watergate ripercorre la storia della costruzione di questo impero, raccontando come i Clinton siano riusciti a monetizzare l'intangibile, a trasformare l'immateriale (la loro influenza politica),  in materiale (il denaro). Non l'hanno intascato tutto loro.

La maggior parte sono (state) donazioni che hanno contribuito a mandare avanti progetti della Clinton Foundation  in Africa (contro l'Aids), a Haiti (per la ricostruzione nel dopo terremoto), e in altre parti del globo. Parte però di questo fiume di denaro è probabilmente finito nelle casse della famiglia Clinton. I due hanno guadagnato milioni di dollari per le loro conferenze e discorsi in giro per il globo.

L'lluminazione in volo per Davos

Pensate, un ex presidente degli Usa e un probabile, futuro presidente nonché ex segretario di stato, entrambi a capo di un ente nato con scopi sociali e filantropoci che ha interessi e progetti in tutto il mondo e che può interloquire con con i personaggi più potenti della Terra. Può esserci qualche cosa di più potente?

Fu Doug Band, un collaboratore di Bill Clinton ad avere questa visione. Era a bordo dell'aereo privato prestato per l'occasione da un ricco uomo d'affari saudita che portava l'ex Commander in Chief a Davos, per l'annuale meeting economico. Accanto a Clinton c'erano un ex presidente del Brasile, il fondatore di Google e un ex presidente messicano. Tutti uomini ancora molto potenti, che avevano un motivo comune per trovarsi su quel jet: Bill Clinton.

Non c'era bisogno di andare a Davos per avere ospiti persone così potenti. Bastava la sua presenza.  Da quella rivelazione nacque la Clinton Global Iniziative, la conferenza che ogni anno riunisce alcuni dei personaggi più importanti del globo, volto pubblico della fondazione.

L'impero, secondo il Washington Post, in realtà, nacque davanti alla televisione. Lasciata la Casa Bianca, con la moglie impegnata in Senato e la figlia in giro per studi nelle università più prestigiose, Bill passava il tempo a vedere le serie Tv e i film che si era perso durante gli anni delle presidenza.  Giovane (56 anni) e ancora molto voglioso di fare, l'ex presidente aprì un ufficio a Harlem e iniziò a interessarsi di questioni sociali. Il suo ufficio iniziò a seguire alcuni casi particolari. L'idea della fondazione balebò allora nelle mente di Clinton.

L'illuminazione arrivò qualche anno più tardi, sulla via (aerea) di Davos. nel 2005 il primo meeting annuale. Ogni biglietto per  partecipare costava 15.000 dollari. Società private spendevano invece 250.000 dollari per sponsorizzare la conferenza.  Dal 2004 al 2006 la Clinton Foundation aveva raccolto finanziamenti per 134 milioni di dollari.

Un ente sempre più influente

Con il passare del tempo, la sua influenza a livello globale divenne sempre più importante. Sbarcò in Africa con un programma per la lotta contro l'Aids benedetto da Nelson Mandela, lavorò in Canada contro l'obesità infantile grazie a una generosa donazione da 100 milioni di dollari del magnate dell'industria mineraria Frank Giustra, un personaggio che sarebbe poi diventato famoso allo scoppio del  caso dei favori da parte del dipartimento di stato americano nei confronti di alcuni uomini d'affari legati alla Clinton Foundation.

In Africa, i 100 milioni di dollari per la fondazione vennero tirati fuori dal miliardario scozzese Tim Hunter. Nel 2009, entrarono nelle casse dell'ente 242 milioni di dollari.  Ormai fuori dalla porta delal fondazione c'era la fila degli uomini più potenti della terra che volevano donare i loro soldi per una nobile causa; davano ai poveri per avere il prestigio di aver lavorato insieme a Bill Clinton per una buona causa. Lo fece anche il miliardario messicano Slim, uno degli uomini più ricchi del pianeta.

Da quando è nata, la Clinton Foudation ha ricevuto almeno due miliardi di dollari, stima il Washington Post., spesi per finanziare programmi di aiuti. Bill non ha uno stipendio come capo dell'impresa, ma è stato calcolato che lui e Hillary hanno guadagnato circa 30 milioni di dollari per i discorsi e le conferenze che hanno tenuto in questi anni.

La fondazione ha avuto un primo importante screening quando l'ex First Lady è diventata segretario di stato. Sono stati sottoposti al vaglio i 200.000 nomi di donatori. Dopo la nomina nel 2008, i rapporti tra la fondazione e uomini d'affari e di governo di paesi stranieri si sono intensificati. Alcuni hanno il sospetto che ci siano stati scambi di favori. L'ipotesi è che Hilllary abbia favorito gli interessi di questi importanti persoanggi. Questa è almeno la tesi di un libro uscito di recente negli Stati Uniti.

I Cliton hanno sempre respinto le accuse. Una cosa è certa. La Clinton Foundation è una vera potenza mondiale, politica ed economica. E lo sarà ancora di più quando Hillary diventerà il nuovo presidente degli Usa. Lo spettro del conflitto d'interesse, già ben presente, diventerebbe in quel caso ancora più concreto.
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