La lezione di Malala
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La lezione di Malala

Licia Ronzulli, europarlamentare del Pdl ci racconta il suo incontro con la ragazza simbolo della libertà

Malala, una donna bambina di soli 16 anni, con il suo volto inconsapevolmente maturo ed allo stesso tempo ancora ingenuo, è una lezione di grande coraggio. Impossibile non commuoversi ascoltando le sue parole. Frasi di libertà, valore assoluto per la difesa del quale ancora troppe persone combattono quotidianamente e che noi, in questa nostra parte di mondo, diamo sin troppo per scontata.

C’è chi, come la piccola Malala, ha vinto ben più di una battaglia. Diventando il simbolo universale di tutte le donne, adulte e bambine, che lottano per il diritto allo studio. Alla cultura e al sapere. Alla possibilità di tenere tra le mani un libro. Gesto a volte scontato, ma denso di quella meravigliosa sensazione chiamata Libertà. Lei, nel suo piccolo mondo diventato poi immenso, nella prigionia intellettuale del regime talebano, è un fiore che irradia luce e colori verso chi, fino ad ora, ha goduto di scarsa visibilità. Ha reso possibile il fluire delle parole e dei pensieri, che siano essi dell’informazione o di chi, cittadino del mondo, voglia esprimere il proprio pensiero.

Come non commuoversi di fronte a tanta bellezza? Il suo saggio eloquio è l’arma più potente per svegliarci dal torpore in cui il benessere ci ha rinchiusi. Una bolla di cristallo da cui, però, non vediamo. Lei, che invece è vissuta nel fango, ha dovuto e potuto ascoltare l’odore acre dell’ingiustizia. Ha subito il diniego del diritto allo studio che tanti bambini, in molte parti di mondo, vorrebbero poter vivere. Per cambiare il mondo. È questo che la piccola Malala, forte in quel suo sguardo così fiero e dolce, ci sta chiedendo. Di assicurare a tutti i bambini e le donne che vedono violati i propri diritti fondamentali la possibilità di stravolgere il mondo con l’uso delle parole. Per mezzo di un foglio di carta ed una penna.

Impossibile restare indifferenti dinnanzi alle richieste di una piccola donna che ha regalato speranza a milioni di bambini e a tutte le ragazze che, vittime di ingiustizie, non hanno potuto urlare il proprio dolore. Ci chiede presenza, garanzia per assicurare appoggio e aiuto ai più deboli. Diversamente, non si può pensare che costoro si innalzino dal fango per diventare padroni delle proprie vite. Protagonisti del mondo.

In nome di Malala e di tutti coloro che si battono ogni giorno per la libertà di pensiero, per il diritto alla vita, insomma, dobbiamo consegnare loro le chiavi del futuro. Ipotesi realizzabile solo attraverso l’istruzione. Parole che chiedono di esistere, di essere pensate. Di essere dette. 

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