Il grande ritorno dei dorotei
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Il grande ritorno dei dorotei

I filogovernativi, tutti ex Dc, hanno un solo obiettivo: allungare i tempi della propria permanenza al governo - gli ultimi sondaggi

il dado Silvio Berlusconi lo ha tratto venerdì 27 settembre. Motivo scatenante: quella dichiarazione da New York in cui Enrico Letta, invece di mantenere una parvenza di neutralità, si è schierato pedissequamente a favore del Quirinale nella polemica contro il Cavaliere.

Fino a quel momento il leader di Forza Italia aveva tentato in tutti i modi di tenere fuori il governo dallo scontro istituzionale. Con quella sortita, però, il premier ha fatalmente intersecato le due vicende. «A questo punto» ha sentenziato il Cavaliere alle 20 «Letta avrà il benservito. O è fesso o è in malafede». Così si sono aperte le danze: dimissioni dei ministri, polemiche interne, tentativi di Letta e Giorgio Napolitano di spaccare il pdl.

Il premier, con l’acqua alla gola, ha addirittura lanciato questa lusinga ad Angelino Alfano: «se molli il Cavaliere, andiamo avanti con il governo fino al 2015. a quel punto io lascio il pd e facciamo un partito insieme». Piano ambizioso, con un orizzonte temporale talmente lungo da far venire in mente il detto popolare sull’asino che vola. La realtà, però, è un’altra: a parte Napolitano e Letta, tutti hanno capito che questa legislatura traballa. Basta fare due conti: il Cav e Beppe Grillo vogliono andare al voto subito; nel pd Epifani, D’alema e Bersani ipotizzano la prima domenica di dicembre; mentre Matteo Renzi preferirebbe le prime settimane di marzo.

Al di là delle preferenze di ognuno, tutti vorrebbero che su questa legislatura fosse scritta la parola fine. tranne Letta e il fido dario Franceschini. e, naturalmente, i ministri del pdl. tutta gente, o almeno in buona parte, con un passato scudocrociato alle spalle.

Risultato: sono ricominciati i rituali democristiani, le manovre di palazzo, le riunioni segrete, le cene di pseudocorrenti territoriali. Con un unico scopo: prendere tempo. Regista, al solito, il capo dello stato. L’idea: più l’offensiva giudiziaria va avanti, più si avvicina la decadenza, più il Cav si indebolisce. Così dentro il pdl i filogovernativi hanno innescato la polemica sul tempismo scelto per le dimissioni dei ministri. poi Alfano e soci hanno preso di mira Daniela Santanchè non potendo sparare direttamente su Berlusconi. Fino ad arrivare alle minacce di scissione e alla scissione.

Conta di parlamentari, arruolamenti: non su un’ipotesi di governo diverso, con un programma diverso. No, l’argomento portante è stato un altro: allungare i tempi della propria permanenza nel governo, o in parlamento. insomma, siamo all’immagine plastica di un neodoroteismo che governa per inerzia, che punta solo a salvaguardare la poltrona. Ma un doroteismo, rispetto ai tempi gloriosi della dc, in tono minore.

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