Leopolda: chi ci sarà e chi no
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Leopolda: chi ci sarà e chi no

La minoranza del partito non sarà a Firenze, ma molti diserteranno anche il corteo della Cgil. Ecco perchè

La Leopolda spacca il Pd. Stefano Fassina andrà allo zoo con i figli; Pier Luigi Bersani ci sarebbe andato se l'avesse organizzata il Pd; Roberto Speranza sarà in Basilicata; i nuovi membri della segreteria di Matteo Renzi ed esponenti della minoranza non ci saranno. Così a conti fatti, la due giorni che si sta per aprire a Firenze sarà riservata solo ai rottamatori doc, tutti gli altri hanno declinato l'invito preferendo prendere le distanze dalla manifestazione renziana.

La Leopolda di Renzi: il nuovo centro di gravità permanente


Il giovane turco Matteo Orfini e il neo responsabile degli Esteri del Pd, Enzo Amendola, sono volati in Cina – anche se qualche malelingua del Nazareno ipotizza che non si siano mai mossi da Roma. Micaela Campana, responsabile del Welfare ha reso noto in una trasmissione televisiva che anche questo week end continuerà a fare quello che fa oramai da settimane "incontrare le realtà del terzo settore che lavorano sul territorio". Insomma, alla prima Leopolda da Renzi premier, la minoranza non ci sarà.


Gli imprenditori abbandonano

Ma mancheranno anche alcuni sostenitori storici della corsa di Renzi a Palazzo Chigi come Sergio Chiamparino che nelle ultime settimane è impegnato in una lotta con il governo contro i tagli agli enti locali contenuti nella legge di stabilità. A questa quinta edizione mancherà anche l'appoggio di pezzi importanti dell'imprenditoria italiana che in passato hanno visto nel giovane sindaco l'ultima chance per il Paese. Diego Della Valle poche settimane non ha usato mezzi termini per giudicare questo primo anno a Palazzo Chigi in una trasmissione su La7 dichiarando "Renzi sta diventando pericoloso. Il Paese non è suo. I suoi ministri sono inadeguati. Molti sono partiti da paesetti vicino Firenze e se guardiamo il curriculum non c'era un motivo se non l'amicizia di Renzi".

Mancherà anche un altro storico sostenitore del premier, Andrea Guerra che ha lasciato da poco Luxottica e sta per approdare alla poltrona di rappresentante comunale nel consiglio d’amministrazione dell’Università Bocconi, dopo aver rifiutato le avances di Renzi che lo avrebbe voluto a Palazzo Chigi. Segnale che gli entusiasmi iniziali dopo qualche mese di governo si sono raffreddati.


La Cgil

Come se non bastassero i problemi interni al Pd e le correnti che mai come in questa occasione tendono a rimarcare il solco che le divide da Renzi, arriva anche la manifestazione della Cgil. Tutti chiamati ad esprimere una doppia posizione sulla Leopolda e sull'adesione al corteo. Molti in questi giorni si sono spesi in dichiarazioni che non dicevano nulla. E sulla stessa lunghezza d'onda è arrivata anche una nota di Area Riformista che sottolinea come la piazza della Cgil vada ascoltata, ma "le critiche all'azione della politica economica del governo non possono non tener conto dei limiti oggettivi in cui si deve muovere la Legge di Stabilità".

Insomma, nell'area più a sinistra del Pd per uscire dall'imbarazzo si è cercata una strategia cerchiobottista che non scontentasse nessuno. Tant'è che a parte Fassina, sono pochi quelli che hanno dichiarato che domani saranno al corteo Cgil. Una coincidenza di date che sa di scontro aperto tra governo e sindacati e che imbarazza quella parte di Pd che guarda più a sinistra, ma che oggi non può fare a meno di Renzi senza rischiare l'epurazione alle prossime elezioni.

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