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Lega del Filo d'Oro, da Renzo Arbore a Neri Marcorè avanti e buon coraggio

La onlus che aiuta i sordociechi compie 50 anni e trova un nuovo testimonial nel comico marchigiano. Fondata il 20 dicembre 1964, da allora ha compiuto un viaggio "al limite del sogno"

Lega del Filo d'Oro

Simona Santoni

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"Io non ho realizzato una mia famiglia e da 25 anni sento la Lega del Filo d'Oro e i suoi ospiti come la mia famiglia", dice Renzo Arbore, che dal 1989 è testimonial della onlus di Osimo (Ancona) che aiuta i sordociechi e i pluriminorati psicosensoriali ponendosi come ponte tra il possibile isolamento dovuto alla menomazione e il mondo esterno. Una famiglia nutrita e avvolgente che oggi compie 50 anni di vita, passati tra gioie, non poche difficoltà, speranze, traguardi commoventi. Commozione è proprio il sentimento comune che ha animato i tanti intervenuti alla celebrazione del 50° anniversario della fondazione della Lega del Filo d'Oro, oggi al teatro Nuova Fenice di Osimo. "Per me è complicato festeggiare questo compleanno, perché sono nell'età in cui ci si commuove", sorride Arbore.

Com'è commovente e al tempo stesso un beato conforto per l'animo scorgere nella platea palmi di mano usati a mo' di libri da istoriare o mani diverse intrecciate a seguire un linguaggio di gesti: una comunicazione fisica, quasi superiore, tramite la quale operatrici della Lega del Filo d'Oro raccontano la cerimonia in corso agli ospiti della Lega. "Mi innamorai subito di questo modo di comunicare. In uno dei tanti soggiorni estivi, così importanti per gli ospiti, in Trentino, stavamo comunicando usando il metodo Malossi quando una signora ci si avvicina chiedendo 'La legge anche a me la mano?'", racconta un simpatico aneddoto Dayana Galassi, volontaria presso la Lega del Filo d'Oro dal 1996.
Sono oltre 600 i volontari che oggi operano per la Lega del Filo d'Oro, più di 500 i dipendenti, 500 mila i sostenitori, 7 le regioni in cui ci sono centri dell'associazione: cifre che parlano di una realtà che di strada ne ha fatta tanta dal quel 1964 in cui fu fondata da Sabina Santilli, sordocieca intelligente e tenace, e da don Dino Marabini, sacerdote determinato con una sorella non vedente. E tanta strada ancora la Lega ne vuole fare.

"Avanti e buon coraggio senza mai tirarsi indietro", era il motto di Sabina, morta nel 1999, ora diventato la filosofia di ogni componente dell'associazione, primi fra tutti il presidente attuale Francesco Marchesi e il segretario generale Rossano Bartoli, il motore della struttura osimana.

"Quel 20 dicembre del 1964, quando fondammo la Lega del Filo d'Oro, fu un giorno memorabile. Eravamo tutti elettrizzati ed entusiasti e con la speranza che l'associazione diventasse vitale per tanti pluriminorati", racconta Marabini, con la voce che ogni tanto si interrompe per l'emozione. "Eravamo senza soldi, ma per due anni ci ha pensato Osimo a tenerci in vita: carne e pane gratis, persino il parrucchiere gratis, e i contadini ci davano frutta e uova gratis. Grazie Osimo". Un'avventura Al limite del sogno, come si intitola il libro in cui Marabini narra questa storia magnifica. 

"Le Marche sono una regione solidale, noi marchigiani parliamo un linguaggio fatto meno di parole e più di segni e credo che la Lega del Filo d'Oro sia il nostro simbolo", dice Gian Mario Spacca, il presidente della Regione Marche. "Siamo la regione con il più alto numero di volontari e di donatori di organi, siamo tra i primi come donatori di sangue. La Lega è il punto più alto in cui si esprime la solidarietà della nostra regione". Insieme a Spacca, tante le istutuzioni presenti, dall'arcivescovo di Ancona-Osimo Edoardo Menichelli al sindaco di Osimo Simone Pugnaloni.

 

A raccontare le origini a volte un po' buie di un luminosissimo progetto anche le parole di Luigi Giacco, in seno alla Lega dal 1968 e direttore fino al 2004: "Negli anni '60 non c'erano leggi per l'integrazione in scuola, le persone pluriminorate erano considerate irrecuperabili... Noi invece abbiamo pensato non più solo all'assistenza ma anche alla riabilitazione. Abbiamo preso bambini che fino ad allora erano stati rinchiusi in istituti psichiatrici o in casa". Ci sono stati contatti con l'Olanda, la Francia e gli Stati Uniti per formare una schiera di insegnanti carichi di entusiamo. "Ho impiegato l'energia di allora per bambini sconosciuti alla società", dice Rita Pesaresi, ex insegnante. 

Nel 1974 la onlus ha vissuto uno dei momenti più difficili: "Stavamo per chiudere", è il ricordo ancora di Giacco. "Non riuscendo ad avere la retta di convenzione dal Ministero della Sanità siamo partiti con due pulman con insegnanti e genitori alla volta di Roma per parlare col presidente del Gabinetto che solo sotto la minaccia di rendere la cosa nota alla stampa ci concesse la convenzione". 

La svolta sulla strada dell'associazione è ben chiara nella mente dell'attuale presidente Marchesi: "È avvenuta nel 1984, quando in un seminario in Olanda conoscemmo il fund raising, con il passagio dai fondi pubblici, scarsi e lenti, alle risorse private". Oggi la Lega riceve circa 50 testamenti all'anno da tutta Italia e ben il 65% delle sue risorse è di origine privata. La sua esistenza è merito dei cuori gentili di tanti cittadini italiani e non solo. Per questo è bene ricordare anche l'iniziativa in corso dell'SMS solidale: un SMS al numero 45595 corrisponde a una donazione alla Lega di 2 euro. Basta poco per fare tanto.

"La qualità della vita dei nostri figli non dipende dalla loro disabilità ma dall'incontrare o meno la Lega del Filo d'Oro", è la testimonianza di Rosa, membro del Comitato dei genitori e rappresentante del centro di Molfetta. "Mi è stato regalato un figlio che non avrei mai immaginato".
Da un altro genitore, Valentino, il ringraziamento a tutti gli operatori della Lega: "Grazie a chi ha cercato delle strategie per migliorare la qualità della vita dei nostri figli. Grazie a voi che vi chinate sui nostri figli per il bacio della buona notte quando non lo possiamo o non lo potremo fare noi". Deve tanto alla Lega anche la madre di Verdiana, che ha dovuto aspettare 22 anni per sentirsi finalmente chiamare "mamma" da sua figlia. Negli occhi dei genitori che arrivano a Osimo c'è spesso tanto smarrimento, che si sostituisce presto a una sensazione di casa. "A Osimo dalla disabilità tirano fuori la persona", afferma il papà di Alberto in un video-messaggio.

Intanto il cinquantenario della Lega del Filo d'Oro consacra un altro momento importante: Renzo Arbore passa il suo ruolo a un testimonial più giovane, ma non si tratta di una staffetta, bensì di una condivisione. Il comico e attore Neri Marcorè, marchigiano di Porto Sant'Elpidio (Fermo) e testimonial della Regione Marche, si affianca allo showman pugliese: "Ci porterai un po' di sorrisi, perché persino i nostri ospiti sorridono", dice Arbore. "Sono felice di affiancarti in questo tirocinio e son certo che non vi libererete più di me", replica Marcorè. Tanti applausi per il duo dalla leggerezza cortese.
Ma gli applausi più belli e scroscianti sono stati per l'intervento del brillante Francesco Ardizzino, vicepresidente del Comitato delle persone sordocieche, che ha usato la lingua dei segni tattili, supportato dalla sua interprete: "Voglio ricordare Sabina, lei mi ha insegnato tutto". E tanti tantissimi applausi, ovazioni e urla di "bravi" per gli ospiti della Lega, autori di una toccante recita finale. 

A loro il nostro applauso. Che idealmente sia, come nel linguaggio dei segni, un levarsi di mani col palmo aperto che vibra veloce.

Chi voglia rivivere parte di questo meraviglioso viaggio lungo 50 anni può farlo visitando la mostra itinerante realizzata in collaborazione con l'agenzia fotografica Ansa 50 anni di storia d'Italia, per filo e per segno, ora arrivata a casa, a Osimo al Palazzo della Campana: 28 pannelli, 164 fotografie e altrettante didascalie per scoprire i momenti chiave della Lega del Filo d'Oro e, allo stesso tempo, ricordare i fatti più importanti degli ultimi 50 anni di storia del nostro Paese.

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