Le tappe del Cancellieri-gate
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Le tappe del Cancellieri-gate
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Le tappe del Cancellieri-gate

L'inchiesta Fonsai, le telefonate, la mozione di sfiducia del M5S: tutti i passaggi del caso Cancellieri-Ligresti. L'opinione del direttore

La speranza è che sia il ministro Cancellieri a compiere il fatidico passo indietro, togliendo dall'imbarazzo il governo Letta ma soprattutto il Partito democratico. Che mercoledì, in occasione della presentazione della mozione di sfiducia del M5S alla Camera, è chiamato a decidere quale strada intraprendere: la prima ipotesi prevede di votare una mozione per chiedere al ministro ulteriori chiarimenti, senza però arrivare alla rottura con Letta. È l'ipotesi che accarezzano i maggiorenti del Pd che in queste ore stanno facendo pressing su Letta affinché convinca il suo ministro a dimettersi.

La seconda ipotesi - impercorribile sul piano politico ma possibile se il Pd dovesse spaccarsi in occasione dell'assemblea nazionale di mercoledì - è quella che le correnti meno filogovernative del Pd finiscano per inseguire il M5S sulla mozione di sfiducia, sottoscrivendo - come vogliono Civati, Puppato e Casson - una propria mozione di sfiducia (o di biasimo) presentata da un'area del Pd. Tutte strade irte di pericoli e di possibili lacerazioni. Perché è ormai chiaro, all'indomani della richiesta di dimissioni al ministro da parte di Matteo Renzi a Che tempo che fa, il partito di Epifani rischia davvero il big bang, un altro pasticcio simile a quello sull'elezione del Presidente della Repubblica. Ma quali sono i passaggi che ci hanno portati fin qui? E come nasce la vicenda Cancellieri?

L'INCHIESTA
La premessa è l'inchiesta della procura di Torino su Fonsai di proprietà della famiglia Ligresti. L'accusa è di falso di bilancio aggravato e manipolazione di mercato sull'anno 2010, durante il quale secondo l'accusa sarebbero stati dirottati 538 milioni di euro nelle riserve sinistri verso i conti della famiglia. Un'indagine che ha portato all'arresto, il 17 luglio, del patron Salvatore e delle figlie Giulia e Jonella, mentre l'altro figlio Paolo è in Svizzera dove (per tempo) aveva chiesto per tempo la residenza

LO STATO DI SALUTE DI GIULIA
Il medico del carcere dov'è rinchiusa Giulia scrive nel certificato che Giulia soffre di anoressia e depressione. Ha perso sei chili, arrivando a pesare 48 chili. Il 28 agosto un secondo Gip dice sì alla scarcerazione della figlia di Salvatore per problemi di salute. Il ministro, dopo le telefonate incriminate, chiama il Dap per sollecitare la scarcerazione, per altro - senza che lei lo sapesse - già prevista per legge e per i pareri medici

LE TELEFONATE
Nel giorno dell'arresto dei tre Ligresi, il 17 luglio, il ministro - amica di Antonino Ligresti e madre di Salvatore Peluso ed ormai ex dg della Fonsai, entrato in rotta di collisione coi Ligresti  -  chiama dagli uffici del ministero Gabriella Fagni - la seconda moglie di Salvatore - per assicurarle solidarietà e garantirle che poteva contare su di lei per cercare di risolvere la questione dello stato di salute di Giulia. Tra luglio e agosto spuntano dai tabulati una girandola di telefonate tra Antonino Ligresti e Sebastiano Peluso, padre di Salvatore ed ex marito del ministro.  Il 21 agosto i finanziari annotano una seconda telefonata tra Cancellieri e Antonino. Il 22 agosto, interrogata dai pm, la ministra dice di aver ricevuto una telefonata da Antonino il 19 agosto, mentre era stata lei a chiamarlo (omettendo di ricordare la telefonata alla Fagni e una seconda telefonata con Antonino).

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