Le elezioni ucraine, tra democrazia e passato
Le elezioni ucraine, tra democrazia e passato
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Le elezioni ucraine, tra democrazia e passato

Verso la vittoria il partito di Yanukovich nel testa a testa con la coalizione filo-occidentale della Tymoschenko

Occidente e Oriente. Europa e Russia. L’Ucraina spaccata guarda da un lato verso la democrazia, dall’altro verso il passato. Intanto, però, vince nelle elezioni il Partito delle Regioni del presidente filo-russo Viktor Yanukovich con più del 35 per cento (dato provvisorio) su quello della Madrepatria della filo-occidentale ex presidente Yulia Tymoschenko in carcere per abuso d’ufficio, al palo del 21 per cento. Terzi i comunisti al 15, che alleandosi a Yanukovich garantiranno la continuità di governo. Il quarto posto con il 12 per cento, deludente rispetto alle attese, per l’Udar, acronimo che in ucraino significa “pugno”, dell’ex boxeur campione dei pesi massimi Vitali Klitscho. Significativi, infine, l’ingresso in Parlamento per la prima volta, con più dell’8 per cento, dei nazionalisti antisemiti di Svoboda (Libertà) di Oleg Tyaknibok, e la scomparsa dalla scena politica dell’ex presidente Viktor Yushenko, che col suo “Ucraina nostra” non ha sfondato lo sbarramento del 5 per cento.

L’Ucraina, quindi, si colora di blu e non più di arancione. Il blu di chi la governa attualmente, l’arancione di Yulia che dal carcere non può più “governare” neanche il suo partito. Ed è anche per questo che la missione dell’Osce (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa”) alza la paletta e boccia il voto, minato dall’abuso di risorse pubbliche e da carenze nella trasparenza, nel finanziamento ai partiti e nella copertura mediatica.

Gli osservatori Osce non hanno dubbi: “In Ucraina il processo democratico sembra aver invertito la direzione”. Un passaggio di colore dall’arancione dei democratici di Yulia al “blu notte” oriental-russo della nomenclatura alleata coi comunisti, il clan di Donetsk che è il bastione del potere di Yanukovich nell’Est del Paese i cui uomini stanno colonizzando l’Ucraina sistemandosi nei posti chiave della pubblica amministrazione.

Il mandato del presidente scadrà nel 2015. “Ho votato per la stabilità e per lo sviluppo economico del Paese, quindi per una migliore qualità di vita degli ucraini”, aveva dichiarato Yanukovich dopo aver deposto la scheda nell’urna a Kiev. Alla fine dei conteggi (sulle procedure gli osservatori puntano l’indice come non sufficientemente garantite), il Partito delle Regioni conquisterà probabilmente fino ai due terzi dei 225 seggi attribuiti col sistema uninominale, sul totale di 450. La Rivoluzione arancione di 8 anni fa è ormai un ricordo, sotto la cappa di piombo della restaurazione.

La stessa Tymoschenko aveva fatto sapere di non considerare il voto “né libero, né democratico”. “Il campo da gioco è stato sfalzato”, fanno eco gli osservatori Osce. “Non bisogna dover visitare le carceri per raccogliere l’opinione di figure politiche di spicco”. L’Europa resta un sogno.

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