Politica

Appunti di un viaggio stupendo

Quello da direttore. Cominciato nel 2009 e ora giunto al termine. Verso una nuova meta, per "restituire" qualcosa al Paese

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Giorgio Mulè

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Per il direttore di un giornale l'editoriale di commiato rappresenta un momento difficilissimo. Lo è ancora di più nel mio caso perché coincide con una nuova fase della vita. Vi chiedo dunque di aver pazienza.

La notizia, innanzitutto: il mio viaggio da direttore di Panorama finisce dopo essere iniziato nel settembre 2009, che per i tempi dell'informazione corrispondono a un'era geologica soprattutto in questa fase di radicali stravolgimenti nell'editoria. Un periodo così longevo è secondo, nella storia dei dodici direttori di Panorama, soltanto al mitico Lamberto Sechi.

Sottolineo questo dato perché è la miglior testimonianza di un rapporto fiduciario solidissimo con i lettori e con l'editore. A ognuno di voi che riconoscono in Panorama una bandiera di giornalismo libero e liberale chiedo scusa per tutte le volte che ho sbagliato o non sono stato all'altezza delle vostre aspettative.

Al mio editore dico grazie per avermi garantito l'onore della carica che ho ricoperto anche quando ci siamo trovati in forte disaccordo, a riprova di una libertà reale e totale di cui ho goduto.

In Marina Berlusconi, presidente della Mondadori, ho trovato un costante riferimento: un editore illuminato oltre che profondamente rispettoso dei ruoli.

Ora che il percorso è giunto alla fine voglio sottolineare come sia stata lei, in ossequio a quei principi di lealtà e libertà che dovrebbero essere il faro di ogni editore, a divenire un presidio sicuro per la mia attività.

È stato un viaggio mozzafiato, stupendo e irripetibile. Devo un grazie immenso ai miei compagni di traversata, a tutti coloro che lavorano per portare in edicola ogni settimana Panorama.

Insieme abbiamo confezionato copertine che hanno fatto il giro del mondo, pubblicato inchieste e notizie rilanciate in ogni angolo del pianeta, tenuto alta la testimonianza di un giornalismo mai becero ma sempre rispettoso e scrupoloso.

Ci siamo fatti guidare dalla ragione e mai dal pregiudizio, abbiamo ragionato con la nostra testa e non abbiamo mai ceduto - mai - quote di sovranità intellettuale ad alcuno.

Abbiamo pagato un prezzo altissimo per tutto questo senza mai fare le vittime o cercare facili ribalte da martiri: io e i miei giornalisti siamo stati pedinati e intercettati, indagati e perquisiti, abbiamo subito e subiamo processi e preferiamo tacere, per pudore, delle minacce anche di morte.

Abbiamo certamente sbagliato, anzi ho sbagliato e ancora una volta chiedo scusa.

Nel 2014 abbiamo creato Panorama d'Italia, il tour che ha raccontato finora in quarantuno città diverse "tutto il meglio visto da vicino": il rapporto con i territori e i talenti del nostro Paese, il dialogo negli oltre settecento incontri ai quali ho partecipato da Trento a Trapani e fino a New York sono stati per me linfa vitale e motivo di grande orgoglio certificati dall'attenzione ribadita negli anni dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Lascio la Mondadori esattamente vent'anni dopo la mia assunzione come inviato di Panorama e il giornalismo dopo trent'anni.

Ho avuto tantissimo dalla vita ed è arrivato il momento di "restituire" qualcosa al mio Paese.

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In un tempo di crisi profonda e di scoinvolgimenti nel mondo dell'editoria, saper interpretare il ruolo di Direttore di un giornale significa andare oltre gli steccati. A Giorgio Mulè vanno i nostri ringraziamenti perché negli oltre otto anni di direzione di Panorama ha saputo coniugare l'autorevolezza di una testata storica con una visione innovativa e originale. A un eccellente giornalismo nel solco della migliore tradizione liberale ha così affiancato la capacità non comune di far evolvere e trasformare Panorama in un sistema editoriale unico in Italia.
Il testimone passa a Raffaele Leone, che a Panorama ha svolto una brillante carriera fino a ricoprire il ruolo di vicedirettore esecutivo. Al suo fianco una redazione che tiene alta la bandiera del buon giornalismo. Sapranno entrambi, il nuovo direttore e la redazione, dare ai lettori ciò che chiedono: un'informazione di qualità, mai banale ma sempre originale.

L'Editore

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