L'integrazione viaggia su quattro ruote
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L'integrazione viaggia su quattro ruote

Un progetto promosso dalla fondazione Ania per i cittadini stranieri che hanno conseguito la patente in altri Paesi. A presentarlo anche il ministro Cécile Kyenge

L'integrazione viaggia su quattro ruote. Nasce per questo “Drive in Italy”, un progetto promosso dalla fondazione per la sicurezza stradale Ania, realizzato a favore dei cittadini stranieri che viaggiano sulle nostre strade. “Si tratta di cittadini che hanno conseguito la patente nel proprio Paese dove le condizioni di guida e traffico sono diverse e che magari ancora non conoscono bene l'italiano. Per questo abbiamo pensato ad una piattaforma e-learning in sei lingue” spiega Aldo Minucci, Presidente dell'Ania.

Questa mattina nel corso della presentazione è intervenuta anche il Ministro dell'Integrazione, Cécile Kyenge che pone l'accento sull'importanza per gli stranieri di accedere ad uno strumento pensato per loro, nella propria lingua d'origine al fine di approfondire termini tecnici”.

Perchè oggi i cittadini stranieri subiscono polizze più pesanti rispetto ad un italiano, un po' perchè spiega Ania in molti casi rumeni, albanesi, cinesi e nord africani sono protagonisti degli incidenti sulle nostre strade. Non si tratta di discriminazione, ma semplicemente di numeri. Gli attori del mercato assicurativo nel determinare l'importo dei premi si basano sulle probabilità, ma lo fanno con tutti gli assicurati.

Per questo Ania ha voluto dedicare un'attenzione particolare ai nuovi automobilisti, ideando un tour di dodici tappe nelle città italiane (tra le quali Torino, Genova, Perugia, Bari, Palermo, Cagliari) che vengono brevemente descritte prima di accedere alla sessione didattica. Vademecum di atteggiamenti responsabili e mille corsi, reali, di guida sicura in tre circuiti italiani. Il progetto si articola per tutto il 2014 e i primi selezionati che avranno completato il corso online riceveranno una comunicazione tramite posta elettronica entro metà marzo.

La speranza espressa dal Ministro Kyenge è che l'integrazione nel nostro paese passi anche attraverso la convivenza sulle strade perchè troppo spesso sui giornali gli incidenti causati da cittadini stranieri vengono trattati con una enfasi maggiore. Bisogna superare i pregiudizi con le azioni concrete e mettere tutti nelle condizioni di poter circolare in serenità. La sicurezza non ha un limite, se non quello di velocità.  

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