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India, l'appello dei cristiani: "Stop alle riconversioni all'induismo"

La minoranza cristiana denuncia di essere più che mai sotto attacco e ha chiesto l'intervento del governo

Si chiamano ghar wapsi (torna a casa, in hindi), le campagne di riconversione di massa all'induismo che da qualche tempo sono in atto, in varie regioni dell'India, ad opera dell'estrema destra indù.

La minoranza cristiana del subcontinente, che rappresenta il 2,3 per cento della popolazione, si è rivolta al governo chiedendo di proibire questo genere di iniziative che, finora, hanno portato alla conversione di circa 8 mila indiani che hanno lasciato la propria fede e abbracciato l'induismo.

In risposta, il Bharatiya Janata Party, il partito di maggioranza, ha negato di sponsorizzare le riconversioni e il presidente Amit Shah, potente braccio destro di Modi, ha detto che la campagna lanciata dai radicali indù "non fa parte dell'agenda del governo".

Ma i leader cristiani non si danno per vinti e hanno annunciato di voler procedere sollevando la questione anche con le autorità dei singoli Stati e minaccinando proteste pubbliche.

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