Cronaca

La differenza tra "pena" ed "ammirazione"

Il "caso Brizzi" porta ad una netta divisione tra due differenti tipologie di donne

video iene accusa molestie e violenze fausto brizzi

Infiltrato Speciale

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Dopo aver visto ieri sera l’ennesimo servizio sul caso Brizzi mi sono convinto che i metodi giornalistico-inquisitori delle Iene sono equiparabili a quelli di Woodcock. Se, per caso, una persona fosse innocente, la vita distrutta non gliela risparmierebbe nessuno.

Scusate ma a me queste aspiranti starlette ora folgorate dalla sindrome di Asia Argento non fanno nessuna pena. Ti hanno violentata? Vai dai carabinieri e lo denunci. Altrimenti “bastava dire no” come ha spiegato una lucidissima novantenne di nome Franca Valeri. Bastava non andare a fare un provino a casa del regista. Bastava tirargli un calcio nei coglioni. Perché sono convinto che se una luminosa carriera fosse arrivata non ci sarebbe stata nessuna denuncia postuma?

Di questo Brizzi non mi frega nulla. Al più sarebbe uno dei compartecipi di un mondo a misura di Weinstein, fatto di maiali, mignotte e tossici sempre pronti però a fare la morale agli altri. Sempre pronti ad impancarsi come detentori della verità rivelata contro i mali assoluti del mondo che possono assumere, di volta in volta, le fattezze di Trump, Berlusconi, Briatore, o di chi pensa che la droga vada proibita, lo ius soli sia una cagata o che un bimbo debba aver una mamma e un papà. Sempre pronti ad eleggere a loro idolo un Carlo Giuliani o un Cesare Battisti, piuttosto che ricordare due giorni fa un ragazzo caduto a Nassiriya la cui morte li ha lasciati, nel migliore dei casi, indifferenti. No non mi fanno pena.

Perché rispetto e ammiro le donne che tutti i giorni non abbassano la testa. Ammiro madri e mogli che si spaccano la schiena in lavori pesanti per aiutare le loro famiglie senza compromessi. Ammiro la signora alla reception che parla tre lingue e lavora 10 ore al giorno per uno stipendio da stagista. Ammiro mia moglie che è tra quelle che “ha detto no” quando eravamo giovani e con pochi soldi e sosteneva colloqui per lavori che nulla avevano a che vedere con i suoi studi e le sue capacità. Ammiro le donne in generale perché hanno risorse, attributi e determinazione che noi uomini ci sogniamo. E che non hanno bisogno di essere iconizzate in certe storie improbabili. Hanno bisogno di essere rispettate nella storia di tutti i giorni.

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