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Bossetti sarà assolto. Scommettiamo?

Certo, è una provocazione, ma con alcuni fondamenti legali che non la rendono tanto campata per aria

Massimo Giuseppe Bossetti

Maurizio Tortorella

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Scommessa (provocatoria): e se alla fine Bossetti venisse assolto per carenza di prove?

Lo so che non è bello fare scommesse sulla pelle degli altri, caro lettore, ma per una volta ho deciso di superare ogni remora perché il caso è troppo sconcertante: la scommessa riguarda il processo a Massimo Giuseppe Bossetti, il muratore bergamasco arrestato il 2 luglio scorso con l’accusa di essere l’omicida di Yara Gambirasio, la tredicenne di Brembate di Sopra trovata morta il 26 febbraio 2011.

L’accusa, al momento, dispone di una sola prova concreta e di alcuni indizi. 

La prova è quella traccia di dna sul corpo della povera Yara, che una perizia tecnica della procura di Bergamo sostiene avere le stesse caratteristiche genetiche di Bossetti, e che il giudice delle indagini preliminari ha sentenziato essere elemento suffciente per l’arresto. 

Gli indizi riguardano i sospetti movimenti del furgone di Bossetti, registrati dalle telecamere intorno intorno alla casa di Yara nei giorni immediatamente precedenti la sua sparizione, la sera del 26 novembre 2010. Le celle telefoniche agganciate la sera della sparizione di Yara. E la polvere di cemento nei suoi polmoni. 

Interrogato in carcere il 6 agosto, Bossetti ha però negato con forza di essere il colpevole. Si è detto certo che il sangue sugli indumenti di Yara non possa essere il suo. E ha offerto anche una spiegazione ai suoi movimenti a Brembate, attribuendo loro caratteristiche di abitudinarietà. I suoi legali sostengono poi che le celle telefoniche sono ambigue e non dimostrano nulla e che il nesso logico cemento-muratore è un’ipotesi valida come tante altre. Non solo: gli avvocati esibiscono una vecchia perizia affidata ai Ris dei carabinieri, da cui emerge che il Dna rinvenuto su Yara «non è diagnosticabile in maniera univoca» e quindi «è elemento non così scevro da dubbi».

Chi segue la vicenda sa poi che con frequenza degna del motto «gutta cavat lapidem» escono sui giornali notizie, piccoli scoop e brani di interrogatorio di Bossetti, che ogni volta lasciano sconcertati per la loro brutalità. 

In luglio, per esempio, era stato rivelato che la moglie dell’indagato aveva due amanti. In agosto si era scritto che Bossetti aveva lungamente interrogato il suo personal computer alla ricerca di «immagini pornografiche di tredicenni»: e non come ipotesi, ma come certezza assoluta.

Alcuni giorni fa, e ormai siamo alla fine di settembre, sui giornali è uscita una nuova versione dell’interrogatorio del 6 agosto, nel quale il pubblico ministero pone all’arrestato strane domande. Del tipo: lei sa che sua moglie aveva degli amanti? Il sesso tra voi funzionava? Lei ha mai avuto storie fuori dal matrionio? Ha mai cercato relazioni su Internet? 

A tutte le domande Bossetti risponde a tono. Risponde anche sul pc e sulle immagini pornografiche. Dice che «può darsi» che lui e sua moglie abbiano guardato siti a luci rosse, «ma mai video con minori».

Insomma, a chi voglia analizzare la vicenda con occhi disincantati, quel che dalla gestione mediatica del procedimento emerge con chiarezza è che gli inquirenti dal 2 luglio abbiano un solo obiettivo: fare crollare il principale indiziato. Non gli sbattono in faccia soltanto le accuse concrete di cui dispongono, ma anche e soprattutto un clamoroso armamentario di notizie e di verità (o pseudoverità) in grado di demolirne ogni resistenza. La moglie traditrice. I siti porno. Le relazioni clandestine... 

Io non so, come nessuno di noi, se Bossetti sia effettivamente l’omicida di Yara. La scommessa che però mi sento di fare è questa, e deriva dall’esperienza di tanti procedimenti penali, basati su prove in qualche modo controverse come quelle che per l’accusa incastrano Bossetti. Per questo, caro lettore, io scommetto che l’imputato potrà anche essere condannato alla fine del primo grado: al momento, però, questo potrà accadere soltanto in virtù della prova del Dna, che obiettivamente lo incastra più dal punto di vista mediatico che da quello giudiziario. 

Ma mi convinco sempre più, invece, che in un altro grado del processo la sua colpevolezza potrà essere concretamente messa in dubbio e possa addirittura cadere. A meno che la procura adesso produca qualche altra prova. Oppure che Bossetti effettivamente crolli.

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