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Perché arrestare proprio ora Tiziano e Laura Renzi?

I genitori di Matteo Renzi sono indagati da tempo per bancarotta fraudolenta. Che motivo vero può esserci per gli arresti domiciliari?

Tiziano renzi Laura Bovoli genitori Renzi

Maurizio Tortorella

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Bancarotta fraudolenta e false fatturazioni. Con queste accuse, da ieri sera, Tiziano Renzi e sua moglie Laura Bovoli, padre e madre dell’ex premier democratico Matteo Renzi, sono agli arresti domiciliari.

All’ora di cena, la Guardia di finanza fiorentina ha bussato alla porta della loro casa di Rignano sull’Arno, con un’ordinanza di custodia cautelare richiesta dal procuratore di Firenze, Giuseppe Creazzo, e firmata dal giudice Angela Fantechi.
Per il giudice, che ha deciso dopo quattro mesi dalla richiesta dei pubblici ministeri, “i fatti per cui si procede non sono occasionali e si inseriscono in un unico programma criminoso in corso da molto tempo, realizzato in modo professionale con il coinvolgimento di numerosi soggetti”. Il sistema, si legge nell’ordinanza di custodia cautelare, è stato “portato avanti anche dopo l’inizio delle indagini”. Per questi motivi, secondo i magistrati, non è stato possibile evitare almeno la detenzione ai domiciliari.

Tiziano e Laura Renzi sono accusati di aver svuotato le casse di tre cooperative, la Delivery, la Marmodiv e la Europe service, provocandone il fallimento. Le tre aziende sono collegate alla Eventi Sei, la società di marketing della famiglia Renzi che da anni è sotto inchiesta.
Matteo Renzi ha commentato: “Sono sconvolto. Tutto questo accade perché ho cercato di cambiare questo Paese”.

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini è parso distaccato, ma non ha infierito: Se arrestano i genitori di un mio avversario politico non festeggio”.
Più simpatia, Renzi ha ottenuto invece dal leader di Forza Italia Silvio Berlusconi: “Questa cosa dolorosa non sarebbe accaduta se anche la sinistra avesse accettato di realizzare la nostra riforma della giustizia, con la separazione delle carriere dei giudici e dei pubblici ministeri”. Il Cavaliere ha aggiunto: “Se Renzi non avesse fatto politica, questo non sarebbe accaduto; e con una vera giustizia non sarebbe accaduto”.

Certo, ancora una volta la tempistica giudiziaria suona strana: l’arresto, sia pure ai domiciliari, arriva a tre mesi dalle prossime elezioni europee del 26 maggio, e proprio mentre sono più intensi i giochi per la nuova segreteria del Partito democratico.
Anche le indagini sui genitori di Renzi durano ormai da anni, e non si capisce perché sia stata decisa proprio ora (o soltanto ora, a seconda dei punti di vista) una misura cautelare.

Il direttore del telegiornale di La7, Enrico Mentana, ha fatto quello che pare il commento più condivisibile: “Nelle carte dell’ordinanza non ho trovato un solo elemento che giustificasse una misura così grave com’è quella dell’arresto. (…) Sono sconcertato, anche perché il Gip ha impiegato quattro mesi per decidere: e quindi non c’era rischio di inquinamento di prove, fuga o reiterazione del reato”.

Nell’aprile 2018 la Procura fiorentina aveva già notificato una chiusura delle indagini a Tiziano e Laura Renzi, in quel caso per un processo su false fatture. Secondo l’accusa, in quel caso le aziende dei Renzi avrebbero emesso note fiscali per lavori mai svolti, ricevendo un incasso illegittimo di 200mila euro. Il processo inizierà il 4 marzo.

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