La Germania tentata dalla chiusura delle frontiere
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La Germania tentata dalla chiusura delle frontiere

Un rapporto del governo tedesco mette in discussione la libera circolazione europei

Due ministri tedeschi stanno facendo una proposta che non vi piacerà. È in tema di immigrazione e di lavoro, due temi che saranno al centro delle prossime elezioni europee. Il fatto è che il ministro dell’Interno tedesco Thomas de Maizière (Cdu) e la ministra del Lavoro, Andrea Nahles (Spd), non sono più così convinti di volere che gli europei di altri paesi vengano a cercare lavoro in Germania.

Nel rapporto che hanno presentato questa settimana, suggeriscono che chi arriva nel paese in cerca di un’occupazione, ma ha poche speranze di trovarlo e non ha mezzi per sostenersi, possa stare in Germania per un periodo breve, giusto il necessario per dire che gli è stata data la possibilità di provare. Il rapporto distingue con attenzione quelli che hanno una “ragionevole possibilità di trovare lavoro” da chi è più sfavorito. Ma il dossier del governo tedesco mette comunque in discussione principio della libera circolazione dei lavoratori (tra i consigli c’è il blocco temporaneo in ingresso per lavoratori europei che vengono colti ad aggirare le norme).

Il premier britannico David Cameron è stato criticato perché temeva l'apertura delle frontiere verso l’Est Europa. La Germania, altro paese ad aver beneficiato dell'apertura delle frontiere nel 2004, si era dimostrata meno intransigente. Ma il governo tedesco, ora, ha scelto di riportare il tema al centro del dibattito.

Si avvera quello che il ministro dell’Interno greco, Yannis Michelakis, ha detto a Panorama.it in occasione di un recente summit del Comitato delle Regioni dell’Ue ad Atene: “Finalmente l’immigrazione è diventata una materia europea. Prima lo era solo di nome: il peso delle ondate migratorie era tutto sulle spalle di Grecia, Italia, Malta e Spagna. Ora, con la crisi ucraina e con la libera circolazione anche dei cittadini dell’Europa dell’Est, i paesi del nord hanno iniziato a preoccuparsi dell’immigrazione”. Per Michelakis l’Unione Europea ha scaricato “un peso sproporzionato sui greci, per di più nel mezzo di una gravissima crisi economica. Abbiamo affrontato flussi ernomi rispetto alle dimensioni della popolazione greca. L’immigrazione è un problema di tutta l’Europa e ora, finalmente, spero che anche i paesi che non sono alle porte meridionali del continente lo trattino come tale”.  

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