Terremoto: Amatrice a sei mesi dal sisma
ANSA/ GRILLOTTI
Terremoto: Amatrice a sei mesi dal sisma
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Il terremoto tragico e quello ridicolo (del Pd)

Diciotto casette a sei mesi dal sisma: c'è una tragedia enorme in quelle zone e questi pensano al congresso. E l'Italia è in stallo, immobile, paralizzata

"È bene essere chiari: non possiamo bloccare ancora la discussione del partito e soprattutto del Paese. È tempo di rimettersi in cammino". L'ha capito e lo ha ammesso perfino Matteo Renzi all'alba del 21 febbraio: l'Italia è in stallo, immobile, paralizzata.

Il Paese è stretto nella camicia di forza di un congresso di partito senza fine ma con un infinito campionario di miserie. In nome di una bramosia di potere e di un egoismo assoluto del quale è prigioniero l'ex premier si continua a giocare sulla nostra pelle.

C'è un governo ma non governa, i problemi grandi e piccoli vengono rinviati con la formula inconcludente del "poi vediamo" tra una direzione di partito carica di tensione e un'assemblea nazionale stracolma di smarrimenti. Nessuno decide nulla in questo bagnomaria generale che è il segno dei tempi: si attende di constatare la putrefazione dei problemi. Ci vogliono cinque giorni prima che l'esecutivo si interessi delle città ostaggio dei tassisti, settimane prima di capire che la questione Alitalia ohibò è seria e preoccupante, mesi per iniziare a ragionare sul contrasto all'immigrazione.

Ci sarebbero altre quisquilie come la vicenda delle banche, il fantasma di una manovra monstre, quella rottura di scatole dei giovani senza lavoro.

Ah, certo: dimenticavo il terremoto.
Tra tutte, questa è la storia che più di ogni altra trasuda vergogna. Perché? Leggete per bene, mi raccomando, le righe che seguono: "Non esiste il fatto che per cominciare a fare le casette si attenda di avere il fabbisogno definitivo di tutte le casette. Non esiste. Non esiste che per fare le stalle bisogna metterci tutto questo tempo. Non esiste! Non esiste!". È il mio pensiero, questo si sa. Il dramma è che sono le parole esatte, senza togliere o aggiungere nulla, pronunciate pochi giorni fa in un incontro a porte chiuse con i sindaci delle Marche dal commissario straordinario alla ricostruzione del governo Vasco Errani e "intercettate" da Panorama. [Errani che pronuncia queste parole si può ascoltare anche nella clip qui sotto]

Errani, l'audio ai terremotati: "Non esiste che bisogna metterci tutto questo tempo" - ESCLUSIVA

Dopo oltre sei mesi abbiamo assistito alla consegna delle prime 18 casette di legno agli sfollati di Norcia. Avete letto bene: 18 casette dopo più di sei mesi. Non esiste, per dirla con Errani che nel suo discorso ovviamente precisa che le casette non sono affar suo.
Ma certo: sarà una responsabilità della Protezione civile che a sua volta dirà che sconta le lentezze delle Regioni, che a loro volta sosterranno che i Comuni non hanno provveduto con celerità i quali lamenteranno che - mannaggia - le scosse hanno fatto venire giù il municipio... Facciamo così: ha ragione l'avvocato di Johnny Stecchino: " Iè colpa della natura e non ci possiamo fare nenti, eh".

Siamo seri, il paradigma della velocità dello Stato a fronte di un disastro epocale è tutto nelle 18 casette in legno: è questa la misura della febbre dell'inefficienza di questo Paese. Non esiste, canterebbe Vasco (Errani).

Ci sono voluti sei mesi prima che il governo avesse il coraggio di partorire un decreto per mettere una toppa, per giunta fatta male, a errori noti fin da subito, sette mesi per emettere il primo ruttino con le 18 casette.

C'è una tragedia enorme nelle zone del terremoto e questi pensano al congresso, alle regole dello statuto, alla fenomenologia dell'occhietto di Orfini mentre guarda Emiliano. E poi c'è lui, Matteo Renzi, che vola lontano lontano fino in California. Però torna.

Sei mesi!

ANSA/ GRILLOTTI
Amatrice vista da Musicchio sei mesi dopo il terremoto che ha colpito il Centro Italia , 24 febbraio 2017.
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