"Compito della guardia non è un mestiere, ma una missione, non un lavoro, ma una vocazione". Lo ha detto il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano, durante la messa celebrata ieri alla vigilia del giuramento delle nuove reclute della Guardia Svizzera Pontificia. Il porporato - ha riferito Radio Vaticana - ha incoraggiato le nuove Guardie Svizzere a non accontentarsi "delle cose mediocri, effimere" e ad impegnarsi "con l'entusiasmo dei giovani per le cose grandi, vere, per il Signore, che è la sorgente e il fondamento di tutto".

Il Papa aveva ricevuto le Guardie lunedì in udienza, visitando il quartiere svizzero, a sorpresa, il primo maggio. Nell'udienza generale di ieri ha salutato le famiglie delle 32 nuove reclute. Le Guardie hanno giurano nel pomeriggio, nel Cortile di San Damaso in Vaticano, come ogni anno in data 6 maggio, per commemorare i 147 alabardieri elvetici morti nel 1527 difendendo il papa durante il Sacco di Roma ad opera dei lanzichenecchi. La cerimonia solenne ha vsto le nuove Guardie svizzere giurare sulla bandiera del corpo davanti a monsignor Giovanni Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato. Tra loro 24 sono di lingua tedesca, 7 di lingua francese e uno di lingua italiana. (ANSA)

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