Il caso Barracciu e il veleno di Rosi Bindi
Il caso Barracciu e il veleno di Rosi Bindi
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Il caso Barracciu e il veleno di Rosi Bindi

Scoppia in Aula il caso dei sottosegretari indagati. Il ministro per i rapporti col Parlamento risponde a un'interrogazione del M5s sulla nomina dell'esponente Pd sarda, sotto inchiesta per peculato. La stilettata della pasionaria pd: "Con Bersani noi non li candidavamo"

Rispondendo a una interrogazione del M5S (che ha fatto seguito a un velenoso post su beppegrillo.it contro i quattro sottosegretari targati pd indagati del governo Renzi) il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, si è resa protagonista stamane alla Camera di una strenua difesa dell'impegno del sottosegretario alla Cultura Francesca Barracciu (sotto inchiesta per peculato in relazione al periodo in cui fu consigliera regionale del Pd in Sardegna) e del «principio costituzionale della presunzione di innocenza».

Il commento più velenoso non l'ha fatto Nicola Bianchi, M5S, primo firmatario dell'interrogazione che  chiedeva le dimissioni del viceministro e che in Aula ha sostenuto che il sottosegretario ha sperperato, quando era consigliere regionale, 33 mila euro di soldi pubblici in buoni benzina. No, il commento più velenoso è stato di Rosi Bindi, ex ministro della Sanità ed arcinemica del nuovo corso renziano in seno al Pd: «Il Pd deve fare una riflessione, c'è stata quantomeno una grande superficialità. E' singolare che lo scorso anno per lo stesso tipo di reati alcune persone non furono candidate e oggi persone con le stesse accuse sul capo siano al governo».

È la conferma che i peggiori nemici Renzi ce li ha forse in casa. E che il suo problema, nel governo, sarà anche e - verrebbe da dire - soprattutto in seno al suo stesso partito. Con la Barracciu sono quattro i sottosegretari pd indagati: Umberto Del Basso de Caro, indagato per i rimborsi del consiglio regionale in Campania; Vito De Filippo, indagato nell'ambito della Rimborsopoli lucana; Filippo Bubbico, indagato per abuso d’ufficio.  

L'interrogazione del M5S

 
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