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Tutti i nomi per il dopo-Lupi

Ecco chi sono i possibili candidati a sostituire il ministro Ncd ai Lavori pubblici

"Sono qui per rivendicare il ruolo decisivo della politica, non sono qui per difendermi da accuse che non mi sono state rivolte". Intervenendo alla Camera per l'ultima volta nei panni di ministro delle Infrastrutture, prima di annunciare le sue dimissioni, Maurizio Lupi ha voluto subito e chiaramente sottolineare di non essere indagato nell'inchiesta sulle "grandi opere" che ha portato però all'arresto di alcuni tra i suoi più stretti collaboratori come il super dirigente dei lavori pubblici Ercole Incalza e l'imprenditore Stefano Perotti. Finito nei guai per alcuni regali ricevuti per sé e i suoi familiari, Lupi aveva annunciato la sua decisione ieri dallo studio di Porta a Porta. Il premier Matteo Renzi ha aspettato il passo indietro del ministro Ncd senza mai intervenire pubblicamente. Tuttavia, nell'incontro di ieri gli aveva fatto capire senza mezzi termini che in caso di voto in aula sulle mozioni di sfiducia presentate dalle opposizioni, lui e il suo Pd non avrebbero potuto garantirgli alcuna copertura. Sui possibili sostituti alle Infrastrutture si ragiona su una serie di ipotesi. La più accreditata è che il premier mantenga l'interim almeno fino alle elezioni regionali compensando Ncd con un ministero per Gaetano Quagliariello cui toccherebbe la poltrona degli Affari regionali occupata fino a due mesi fa da Maria Carmela Lanzetta. Ma girano anche altri nomi. Ecco quali sono.


Renzi-Lotti

luca-lotti Luca Lotti e Matteo Renzi ANSA/MOURAD BALTI TOUATI

La prima ipotesi, e anche la più probabile, è che Renzi si tenga l'interim almeno fino all'avvio dell'Expo oppure che sposti il coordinamento a Palazzo Chigi in attesa di procedere a un mini-rimpasto dopo le regionali. Già prima che scoppiasse lo scandalo, il premier aveva deciso di spostare la struttura tecnica di missione, ossia la cabina di regia di tutte le grandi opere alla quale presiedeva proprio Ercole Incalza, dal controllo del ministero delle Infrastrutture a quello del governo (la reazione di Lupi è registrata nelle intercettazioni dei Ros: al telefono con Incalza il ministro minaccia infatti di far cadere il governo se ciò fosse davvero successo), affidandone la guida all'uomo di sua più stretta fiducia, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Luca Lotti che, a questo punto, potrebbe guidare direttamente il ministero anche senza un'investitura ufficiale.

Raffaele Cantone

cantone-anac Raffaele Cantone, presidente ANAC ANSA/ANGELO CARCONI

Un possibile sostituto sarebbe anche Raffaele Cantone. Il magistrato anti-mafia nato a Giugliano, estrema periferia di Napoli, reso famoso da Roberto Saviano che in “Gomorra” ha raccontato le sue inchieste contro i Casalesi, negli ultimi anni aveva spostato la sua attenzione dalle cosche alla corruzione. Corteggiato dalla politica anche in passato, prima da Walter Veltroni poi da Pier Luigi Bersani - che gli avevano proposto poltrone sia in Europa che in Senato che come sindaco di Napoli - Cantone ha accettato l'offerta di Matteo Renzi di guidare l'autorità anticorruzione proprio in seguito allo scoppio dello scandalo sulle tangenti per gli appalti dell'Expo. Già allora il Pd aveva sperato che Lupi si facesse da parte per candidarsi a sindaco di Milano. Erano infatti girate voci su un possibile coinvolgimento del ministro ciellino. Ma quella era solo la prima tranche dell'inchiesta e dalle carte, a differenza di oggi, il suo nome non era ancora emerso ufficialmente.

Michele Emiliano

Michele Emiliano ANSA/ALESSANDRO DI MEO

L'altro candidato a un'eventuale sostituzione di Lupi il ministero dei Trasporti è l'ex sindaco di Bari Michele Emiliano, già in lizza per un posto nell'esecutivo ai tempi della formazione del governo Renzi. In corsa per la presidenza della regione Puglia, dopo aver vinto le primarie, Emiliano viene citato nelle intercettazioni dagli indagati dell'inchiesta fiorentina come uno degli uomini più pericolosi per i loro affari nel caso avesse preso il posto di Lupi. Riferendosi alla possibilità che ad essere nominato possa essere appunto Emiliano, Stefano Perotti, l'imprenditore finito in manette, dice alla moglie: “No, il rischio è questo Emiliano, che sarebbe un magistrato, che è terribile”. Matteo Renzi gli avrebbe chiesto la disponibilità a sostituire Lupi già ai tempi delle elezioni europee quando, per motivi diversi, sia lui che alcuni membri della cerchia più stretta del ministro speravano che Lupi lasciasse l'Italia e accettasse l'incarico a Strasburgo. Secondo indiscrezioni il premier avrebbe rinnovato la proposta a Emiliano anche nelle scorse ore. Ma per ora l'ex sindaco smentisce e resiste.

Mauro Moretti

L'amministratore delegato di Finmeccanica, Mauro Moretti, durante il Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini, 25 agosto 2014. ANSA/PASQUALE BOVE

Tra le ipotesi per il post-Lupi c'è anche Mario Moretti, l'ex ad di Fs, messo a capo di Finmeccanica da Renzi l'anno scorso e che il premier avrebbe voluto alle Infrastrutture già all'epoca della formazione del suo governo e che invece fu superato proprio dall'esponente di Cl. Moretti ha dato prova in Ferrovie dello Stato e ora in Finmeccanica di saper fare “pulizia” all'interno delle realtà che è andato a dirigere, accompagnando il rinnovamento a un'importante opera di spending review. A rendere complicato il suo arrivo al ministero di Porta Pia c'è però il procedimento in corso sul disastro ferroviario di Viareggio avvenuto quando Moretti era ancora ad di Fs.


Andrea Guerra

L'ex ad di Luxottica, Andrea Guerra, in occasione dell'inaugurazione anno accademico dell'Università Bocconi, 9 dicembre 2014. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

Ceo di Luxottica fino a settembre 2014, Andrea Guerra è già uno dei consulenti di Matteo Renzi a Palazzo Chigi. Alla fine dello scorso anno il premier lo aveva infatti chiamato ad occuparsi dei rapporti tra l'esecutivo e gli imprenditori, stranieri e italiani ma anche di sburocratizzazione, agenda digitale e utilizzo delle risorse. Un rapporto di reciproca stima che risale ai tempi della Leopolda del 2012 quando Guerra partecipò la prima volta per tornarci poi in seguito come relatore. Guerra aveva rifiutato l'offerta del ministero dello Sviluppo, andato poi a Federica Guidi.


Debora Serracchiani e gli altri politici

Serracchiani Il vicesegretario del Pd e presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani ANSA/ ETTORE FERRARI

Tra i politici si parla dell'attuale sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio che lascerebbe così il posto al collega Luca Lotti. Anche se non si esclude che sia direttamente lo stesso Lotti, che oggi dirige il Cipe, ad andarsi a sedere sulla poltrona occupata fino a oggi da Lupi. Altri nomi sono quelli del deputato Davide Ermini, del bersaniano Matteo Mauri e di Debora Serracchiani, la quale dovrebbe però lasciare la presidenza del Friuli Venezia Giulia a meno di due anni dall'elezione. La vicesegretaria dem è già responsabile Infrastrutture del Nazareno e commissario straordinario per l’emergenza sull’A4 Trieste-Venezia. Si è molto indispettita per aver visto riportare sui giornali la telefonata in cui viene citata da uno dei 51 indagati dell'inchiesta della Procura di Firenze. Giulio Burchi, ingegnere modenese molto conosciuto in Friuli Venezia Giulia perché impegnato nelle “grandi opere”, dopo essersi lamentato del rapporto privilegiato tra Ercole Incalza e Stefano Perotti, dice che sta preparando per lei un dossier sulle Infrastrutture.


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