Napolitano rimanda il governo alle Camere
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Napolitano rimanda il governo alle Camere

Forza Italia chiede di aprire la Crisi. Il Capo dello Stato: "Nuova maggioranza, ci vuole passaggio parlamentare". Ed ora? - La nota

Nella sera del Day After della decadenza di Silvio Berlusconi da senatore, Giorgio Napolitano apre alla richiesta dello stato maggiore di Forza Italia: dopo il ritorno di Fi all'opposizione "discontinuità" con il governo delle Larghe Intese.

Recita la nota del Colle: "Ci sarà un passaggio parlamentare che segni la discontinuità politica tra il governo delle Larghe Intese e il governo  che ha avuto la fiducia sulla Legge di Stabilità". Il Capo dello Stato, dunque prende atto che niente è più come prima.

Precisa che forme e tempi con i quali il governo si dovrà presentare alle Camere li dovrà ovviamente concordare con il premier Enrico Letta. Se non è l'apertura formale della crisi, come aveva chiesto Fi, tutto lascia supporre che si tratti di una verifica di governo.

Sono le 20,20 quando il arriva il verbo del Quirinale, dopo un incontro durato un'ora e mezza con i capigruppo di Camera e Senato, Renato Brunetta e Paolo Romani, accompagnati dalle due vice vicario, Mariastella Gelmini e Annamaria Bernini, l'ex ministro e senatore Altero Matteoli, il presidente della commissione giustizia del Senato Francesco Nitto Palma e il vice presidente della Camera Simone Baldelli.

Il presidente li ascolta attentamente e garbatamente, come suo stile e prende atto del fatto che il quadro politico è cambiato. Concede agli azzurri la verifica di governo, li prega, secondo quanto riferiscono alcuni dei partecipanti, di essere positivi, ora , sulle riforma istituzionali (per approvarle occorrono almeno i due terzi del Parlamento per non far scattare il referendum confermativo).

Insiste sulla necessitò di essere collaborativi per la riforma della legge elettorale e per il problema delle carceri, rispetto al quale aveva già proposto tra le soluzioni l'amnistia.

Uno dei partecipanti a Panorama.it: "MI hanno colpito lo stile, l'eleganza, la velocità di ragionamento politico del presidente". La classe ( di Lord Carrington), si sa, non è acqua. Ma come ha lamentato uno degli azzurri al capo dello Stato, il presidente del Senato Pietro Grasso, non avrebbe adoperato la stessa classe sulla vicenda della decadenza del Cavaliere. Risposta asciutta di "Re Giorgio Secondo": Ne prendo atto.

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