E se Formigoni si fosse rottamato da solo?

L'ultima dichiarazione del Governatore della Lombardia è in linea con il personaggio. Ma ormai è tardi

Il Governatore della Lombardia, Roberto Formigoni (Credits: ANSA/DANIELE MASCOLO)

"Si paga caro l'acquisto della potenza; la potenza instupidisce." scriveva F.W. Nietzsche. Ed effettivamente il potere che ha gestito il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni per ben 17 lustri, forse lo ha un po' rintontito.
I 39 piani del nuovo Pirellone, dove ha sede la giunta regionale, sono l'ultimo straordinario esempio della volontà di potenza del Governatore più longevo d'Italia. Da mesi però questo straordinario grattacielo di Milano, costato 570 milioni di euro,  e' diventato il bunker di lusso dove l'ex enfant prodige della DC sta passando le sue ultime ora da gran capo della Lombardia.

Assediato dalle inchieste giudiziarie che attanagliano lui - indagato per corruzione - e la sua giunta, ora il nostro tenta la mossa del cavallo. Infatti, con due balzi in avanti e uno di lato, prova a spiazzare tutti:  "Bisogna ridurre al minimo i tempi della campagna elettorale. Il 16 o il 23 dicembre - dice - sono due date possibili per le elezioni. Ma non mi faccio rottamare da nessuno!"

Infatti  si è rottamato da solo e alla fine e' rimasto con il cerino in mano nella sua splendida foresteria costata di arredamento la modica cifra di 42,8 milioni di euro.
Seduto su uno dei due divani in eco pelle con rivestimento sfoderabile (12 mila euro) o attovagliato al tavolo direzionale del presidente, pagato 11.200 euro, Formigoni tenta il tutto per tutto sfidando le elezioni anticipate.

Il Pdl tace ma non avendolo mai tollerato molto anche in passato, più di qualcuno e' contento della sua fine. Ha provato a resistere, per mesi ha negato la questione politico/giudiziaria che stava investendo la sua Regione, non ha saputo spiegare la vicende delle vacanze con Daccò e alla fine venne la ndrangheta! C'è voluto un assessore sbattuto in galera con accuse gravissime per convincere la Lega Nord a dare il ben servito al Memores Domini più famoso d'Italia.

Sono lontani quei giorni in cui sfilava in Tv con le camice hawaiane e i calzoni arancioni. Ora è scattato il conto alla rovescia e la lega scalda i motori per prendersi la regione più importante d'Italia. L'alunno di don verze non molla: "ritengo irrituale che il capo di un partito che ha rotto questa esperienza positiva di governo, possa pretendere di essere candidato!" Alfano tace, Abertini si prepara ed è' disponibile..ma tutti dovranno fare i conti con il 'Formigoni furioso'.

Lui  non ha nessuna intenzione di mollare. E infatti la provocazione delle elezioni prima di Natale ne sono una conferma.

© Riproduzione Riservata

Commenti