Via libera in Europa al "Made In"
Via libera in Europa al "Made In"
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Via libera in Europa al "Made In"

Approvata a Strasburgo la norma che certifica la provenienza di quello che acquistiamo

On. Licia Ronzulli, il Parlamento Europeo ha adottato un'importante proposta sulla denominazione di origine...
Ebbene si, dopo oltre 10 anni di lunghe battaglie e difficili negoziati la proposta europea sul "Made In" prende finalmente forma...
 
Quali sono le novità più importanti?
La nuova legislazione prevede che tutte le etichette apposte sui prodotti in commercio debbano contenere, oltre al marchio CE che segnala ai consumatori la sicurezza del prodotto, anche l'indicazione del cosiddetto "Made In". Finalmente sapremo esattamente da dove arrivano i prodotti che compriamo, dalla pelletteria ai capi di vestiario, dai giocattoli per i nostri figli a moltissimi altri oggetti di uso quotidiano. Un vantaggio per tutte le produzioni d'eccellenza qualitative, di cui il nostro Paese da sempre rappresenta una delle realtà più importanti nel panorama produttivo e industriale europeo. In un periodo così difficile dal punto di vista dei consumi, tale scelta permetterà di riconquistare la fiducia dei cittadini, rilanciando i consumi di prodotti di qualità.
 
Può farci un esempio concreto di come il marchio "Made In" cambierà le nostre abitudini?
A pochi mesi dal Natale siamo abituati a vedere gli scaffali di negozi e supermercati sommersi di giocattoli non solo dalla dubbia provenienza, ma anche dalle incerte qualità dei materiali. Una volta adottato, il regolamento imporrà il divieto di scritte fuorvianti e l'obbligo di indicare tutti i materiali e i componenti utilizzati. Anche quando, per esempio, decideremo di comprare un mobile avremo a disposizione una vera e propria carta d'identità di tutti i componenti utilizzati. Sarà così più facile adottare politiche di contrasto dei falsi, rafforzando i controlli doganali e sanzionando pesantemente i trasgressori. Una volta a regime questa legislazione permetterà un concreto rilancio del settore manifatturiero, creando le condizioni ottimali per un sistema di concorrenza leale ed equilibrato.
 
Quali sono stati gli ostacoli maggiori?
La prima proposta per l'istituzione di un marchio d'origine era stata presentata nel 2003 ma non aveva avuto alcun seguito. Negli anni successivi la Commissione Europea, a più riprese, ha rilanciato il dibattito ma tutte le proposte, da ultima quella della collega Muscardini, sono state boicottate dal Consiglio Europeo. Un gruppo di Stati del Nord d'Europa, una vera e propria lobby capitanata dalla Germania, ha infatti sempre osteggiato ogni tipo di legislazione sul marchio d'origine. Un atteggiamento miope ed egoista dettato dalla mancanza di un settore manifatturiero forte a vantaggio di una costante delocalizzazione da parte delle proprie industrie.
 
Quale è stato il ruolo dell'Italia in questa difficile partita?
Il grande risultato ottenuto, è giusto sottolinearlo, é anche da attribuire all'intenso lavoro di squadra portato avanti dall'Italia. Colleghi come l'On. Raffaele Baldassarre, relatore per il Partito Popolare Europeo in commissione Mercato Interno, hanno lavorato duramente e rifiutato ogni tipo di compromesso al ribasso. Basta pensare che il mercato del falso ogni anno causa perdite per le aziende italiane per oltre un miliardo e 700 milioni di euro, bruciando 100 mila posti di lavoro qualificato: una cifra mostruosa che non possiamo più permetterci di tollerare.
 
Quando entrerà in vigore la nuova legislazione?
Per evitare che il risultato odierno si trasformi in una vittoria di Pirro mancano ancora l'approvazione in Seduta Plenaria dell'Europarlamento, del cui voto favorevole sono certa, e il via libera definitivo del Consiglio Europeo verso cui invece nutro forti preoccupazioni.I miei timori sono che, ancora una volta come già verificatosi in passato per la proposta sul congedo di maternità, si vengano a creare veti da parte degli Stati del Nord Europa capitanati da Germania, Olanda e Inghilterra. Auspico che sin da oggi il Governo Italiano intensifichi i propri sforzi e non ceda a ricatti, iniziando subito una trattativa che porti a casa il miglior risultato possibile.

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