Dopo 37 anni al potere, il presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe si è dimesso. Cede al volere dei militari, che il 14 e il 15 novembre avevano avviato il golpe, con le intenzioni di evitare un colpo di stato cruento per non avere attriti con i Paesi vicini. Cede alla richiesta del popolo, che sabato 18 novembre è sceso in strada chiedendo le dimissioni.

Ed ora è festa, per le strade di Harare, capitale e città più popolosa dello Zimbabwe. Una festa chiassosa e colorata, con la gente che sorride e fa gesti d'intesa con i soldati. Carri armati e persone danzanti, bandiere verdi, rosse, gialle e nere, i colori nazionali, e cartelli che invitano Bob (nomignolo per Robert Mugabe) ad andarsene e riposarsi. 

Robert Mugabe, 93 anni, eterno presidente-autocrate, è stato il più anziano capo di Stato del mondo. In Parlamento, dove erano appena cominciate le procedure per un impeachment, ha rassegnato le sue dimissioni il 21 novembre. Nella lettera che ha presentato, ecco il passaggio storico e cruciale: "Io, Robert Gabriel Mugabe, ai sensi dell'articolo 96 della Costituzione dello Zimbabwe, qui formalmente presento le mie dimissioni, con effetto immediato".


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