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Zimbabwe: chi sono i due italiani uccisi

Claudio Chiarelli e il figlio Massimiliano sarebbero stati scambiati per due bracconieri nel parco Mana Pools

Zimbabwe

Redazione

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Sono Claudio Chiarelli e il figlio di 19 anni, Massimiliano, i due padovani uccisi ieri all'interno del parco Mana Pools nello Zimbabwe. Lo si apprende da fonti locali. Claudio Chiarelli era dal 1982 nel Paese africano dove è nato il figlio. I due, secondo una prima ipotesi, sarebbero stati uccisi perchè scambiati per bracconieri.

La Farnesina ha confermato la notizia sottolineando che l'episodio è avvenuto "in circostanze ancora da chiarire".

"Claudio Chiarelli e alcuni colleghi erano in giro nel parco con una unità anti-bracconaggio, quando un ranger comparso dal nulla ha sparato contro di loro mentre erano in piedi, fuori dalla loro auto" ha dichiarato Emmanuel Fundira, capo della Safari Operators Association che opera in Zimbabwe. "Siamo consapevoli che si tratta di un caso di scambio di persona", ha aggiunto Fundira parlando con la France Press.

Il regista e fotografo trevigiano Carlo Bragagnolo ricorda Claudio Chiarelli come un cacciatore professionista con regole ferree e un'etica rigorosa contro la caccia senza scrupoli. Aspetto che, secondo il documentarista, potrebbe averlo fatto diventare "una persona scomoda". Bragagnolo assieme a Chiarelli ha realizzato quattro documentari dedicati alla caccia dei grandi animali e con lui si era incontrato l'ultima volta alcuni anni fa quando il padovano era tornato in Italia per un breve periodo. "Era un cacciatore professionista ma cacciava solo ed esclusivamente capi destinati all'abbattimento - ha raccontato Bragagnolo - e non faceva sparare se non era sicuro che l'animale venisse abbattuto con un solo colpo. Aveva insomma delle regole ferree e una etica rigorosa, non era uno di quelli che speculava sulla caccia. Ai suoi dipendenti aveva anche dato abitazione, cure mediche, scuola garantita ai figli. L'Africa era casa sua e la rispettava in ogni modo"

In virtù della sua lotta contro i cacciatori senza scrupoli potrebbe essere diventato, ha aggiunto Bragagnolo, "una persona scomoda". Massimiliano è invece descritto come "un ragazzo timido, introverso, tranquillo, che aveva fatto la scuola per diventare cacciatore professionista ma aveva ancora le idee confuse sul sul futuro".

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