Chiara Degl'Innocenti

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Putin torna a mostrare i muscoli anche se lo fa con un’esercitazione. Le truppe russe e bielorusse si esibiscono davanti al capo del Cremlino per 'Zapad 2017', (Occidente, in russo). Due i poligoni dove sono iniziate le grandi manovre: lo Pravdinsky, nella regione di Kaliningrad, enclave russa in centro Europa, e lo Luzhsky, nella regione di Leningrado.

Qui Mosca e Minsk, alleate storiche sul fronte che conta di più, hanno dimostrato alla Nato la loro forza avviando due operazioni "puramente difensive" ma che, non per questo, non destano preoccupazione.

Come se la guerra fosse un gioco, o solo un film va in scena un riassunto di ciò che, su vasta scala, sta accadendo nel resto del poligono: operazioni di attacco e di difesa tra Vishnoria, la Vesbaria e la Lubenia, tre nazioni inventate che in realtà occupano, rispettivamente, i territori della Bielorussia orientale, una porzione di Lettonia e Lituania, una di Polonia e (ancora) Lituania.

Uno scenario, assicura Mosca, del tutto ipotetico ma che per analogie con le cronache degli ultimi anni fa ricordare eventi già accaduti, come per esempio la guerra in Donbass.

I numeri di questa esercitazione poi fanno impressione: 12.700 sono i soldati coinvolti in Zapad 2017, 7.200 bielorussi e 5.500 russi (entro i limiti stabiliti dalla convenzione di Vienna). Oltre agli uomini (di cui 450 lanciati con i paracaduti), il meglio dell'equipaggiamento di fanteria, aeronautica e marina ci sono 250 carri armati, 70 elicotteri, tra cui Mi-8AMTsh, Mi-35, Ka-52 e Mi-28; Jet Su-27 di quarta generazione e i nuovissimi Su-35; droni Eleron-3, Orlan-10 e Forpost; missili Grad e decine di carriarmati, 10 navi da guerra. 

Finita l’esibizione, sereno di aver partecipato a un piccolo assaggio di war games, Putin è decollato a bordo dell'argentato elicottero di stato. Zapad 2017 va avanti fino al 20 settembre.

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