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Yemen, assalto Isis al convento, massacrate 4 suore

Un gruppo armato ha fatto irruzione in una casa di riposo gestita dalle Missionarie della Carità nella città di Aden, e ha ucciso 16 persone

missionarie della carità

Redazione

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Quattro suore Missionarie della Carità, la Congregazione fondata da madre Teresa di Calcutta, sono state trucidate da un commando di uomini armati che ha attaccato questa mattina il loro convento che ospita anche una casa di riposo, nella città yemenita di Aden. Lo confermano all'agenzia vaticana Fides fonti del Vicariato apostolico dell'Arabia meridionale.

Ma, con le suore, sono almeno sedici i morti provocati dall'assalto del commando, formato da quattro individui armati. Lo hanno riferito fonti governative, confermando che tra le vittime, oltre a pazienti e dipendenti, ci sono anche quattro suore: due di nazionalità ruandese, una indiana e una kenyota. Secondo il vicario apostolico della Penisola Arabica Meridionale, Paul Inder, sarebbero state uccise per motivi religiosi. Salva invece la madre superiora.

Attribuita dagli inquirenti a miliziani dello Stato Islamico, la strage è avvenuta nel centrale quartiere residenziale di Sheikh Othman, a ridosso del porto: la zona da mesi è teatro di attacchi quasi quotidiani contro le forze fedeli al presidente legittimo, Abd Rabbo Mansour Hadi, da parte degli Houthi, ribelli sciiti appoggiati dall'Iran, e delle milizie sunnite di al-Qaeda nella Penisola Arabica, rivali dell'Isis. Lunedì un kamikaze al volante di un'auto-bomba si era lanciato contro un punto di raduno per militari, causando la morte di quattro persone e il ferimento di cinque.

Per ora non si hanno notizie del sacerdote salesiano indiano Tom Uzhunnalil, che risiedeva presso il convento delle suore, dopo che la chiesa della Sacra Famiglia a Aden era stata saccheggiata e data alle fiamme da uomini armati non identificati, lo scorso settembre.

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